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8 remix più famosi della canzone originale

remix famosi

(Nella foto: Róisín Murphy, voce dei Moloko)

Non è vero che la versione originale di un pezzo è sempre meglio dei suoi remix. È capitato (e capita tuttora) che certi brani abbiano riscosso successo solo una volta “ritoccati”. Lasciando da parte i giudizi soggettivi, esistono canzoni che hanno conquistato il pubblico proprio grazie ai remix, mentre i brani originali non hanno avuto altrettanta fortuna, o in casi estremi sono state del tutto ignorate dalla stragrande maggioranza degli ascoltatori. Questi otto casi sono emblematici.

1. Moloko, Sing It Back (Boris Dlugosh Musical Mix)
Roisin Murphy e soci avevano chiesto a un maestro come Todd Terry di remixare Sing It Back, ma il risultato non li convinse. Ben altra considerazione ottenne il lavoro di Boris Dlugosh, che diventò la versione del video ufficiale. In tutto questo l’originale (molto meno digeribile) se la ricordano solo i fan dei Moloko, ed è inserita nell’album I Am Not  A Doctor.

2. Tori Amos, Professional Widow (Armand’s Star Trunk Funkin’ Mix)
Al grido di “Less is more!”, Van Helden ruba un frammento di strofa (neanche del ritornello) di un pezzo di Tori Amos, creando un mostro che entra di diritto nella storia della musica house. Non ce ne vogliano i fan della cantautrice americana, ma il 90% della popolazione mondiale associa Professional Widow al remix di Armand.

3. Lykke Li, I Follow Rivers (The Magician Remix)
Il secondo singolo tratto dall’album del 2011 della svedese Lykke Li diventò un successo grazie al belga The Magician. L’originale non aveva tutte le carte in regola per spopolare (soprattutto nei club), ma se non l’avete mai sentito – com’è probabile – rimediate subito perché merita.

4. Kid Cudi, Day & Night (Crookers Remix)
Phra e Bot danno una lezione di come trasformare un brano hip-hop in una hit dance; ai tempi molti dj italiani hanno ricevuto esplicita richiesta di mettere “quella dei Crookers”. In realtà il pezzo è di Kid Cudi, ma la cassa in quattro e il giro di basso del duo hanno fatto la differenza, tanto che l’originale in radio da noi non si è sentita.

5. Cunnie Williams feat. Monie Love, Saturday (Mousse T’s Welcome To The Star Hotel Remix)
La voce di Cunnie Williams venne frettolosamente paragonata a quella di Barry White, ma senza l’aiuto di Mousse T il cantante americano sarebbe pressoché sconosciuto. Il dj tedesco aggiunse un bel po’ di funk all’originale, che in realtà è un mezzo-tempo r&b. Se non lo sapevate siete perdonati.

6. De Lacy, Hideaway (Dubfire Needs To Score Remix)
Insieme a Make The World Go Round di Sandy B, è uno dei capolavori firmati Deep Dish (anche se per qualche oscura ragione tra le parentesi viene citato solo uno dei membri, Dubfire). Hideaway dei De Lacy è famosa per questa versione, mentre la produzione originale (ad opera di Blaze) non andò da nessuna parte.

 7. Kim Lucas, All I Really Want (Eiffel 65 Remix)
Reduci dal successo di Blue, nel 1999 gli Eiffel 65 fecero un grossissimo favore alla meteora italo/inglese Kim Lucas; è grazie a loro che il pezzo entrò nelle classifiche di mezza europa, perché la versione originale non se la ricorda nemmeno lei.

8. 49ers, Baby I’m Yours (Van S Hard Mix)
Meglio nota come “My Body, My Mind”. Perché il dj Van S (chi era costui?) scelse quella frase e la mise a loop sopra un beat martellante e un ostinato giro di basso. Esiste anche una versione originale, ma fu talmente trascurata che non si trova nemmeno su youtube. Pazzesco.

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