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9 buoni motivi per vedere un concerto dei Negrita, adesso

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Comincia il 10 aprile da Firenze il Negrita Tour 2015, primo giro di concerti della rock band toscana dopo la pubblicazione del nuovo album 9. Conoscendoli molto bene, abbiamo messo insieme i motivi per cui questi live non vanno assolutamente persi. Foto di Roberto Panucci

Un concerto dei Negrita è un rito collettivo fatto di momenti di pura festa, alternati ad altri in cui le emozioni vincono su tutto il resto. Di sicuro non c’è n’è mai uno simile all’altro. In vista dell’inizio del tour 2015, che porterà i Docs nei principali palazzetti italiani ad aprile, abbiamo ragionato su tutti i buoni motivi che esistono per andare a vederli dal vivo proprio in questa tournée. Ce ne sono molti di più, ma ecco i nove (numero scelto non a caso) che riteniamo più validi.

LE TESI E LE ANTITESI
Non c’è niente da fare, potreste andare in giro per un anno intero a sentire band italiane di successo pari ai Negrita, ma non sareste mai in grado di trovarne una capace di passare da un genere all’altro come quella di Pau, Mac e Drigo. È stupefacente come un loro concerto possa passare da atmosfere soffuse ad altre da pugno nello stomaco, così come dall’elettronica al blues senza soluzione di continuità. Tesi e antitesi. Punk e Classic Rock. Beatles e Stones. E molto di più.

I POTERI SOVRANNATURALI
Un divertito Pau mi ha raccontato che, alla fine di ogni serata del musical Jesus Christ Superstar (nel quale ha recitato la parte di Ponzio Pilato, mentre i suoi soci si occupavano delle musiche, rigorosamente live), gli spettatori erano soliti fermarsi per avere contatti col divin Gesù Ted Neeley, sperando che una sua carezza li potesse salvare. Passare così tanto tempo in compagnia del Signore potrebbe aver donato poteri sovrannaturali anche alla band aretina: nel dubbio, meglio non perdersi nessuna delle messe che stanno per prendere luogo nei maggiori palazzetti italiani.

IL GIUSTO EQUILIBRIO
In ambito calcistico, per convenzione, si è soliti pensare che un giocatore raggiunga l’apice della propria maturità psicofisica intorno ai trent’anni: fisico al top delle possibilità, testa sulle spalle e l’esperienza giusta per le grandi occasioni. Facendo una media tra l’età del gruppo e quella dei suoi componenti, non ci si allontana di molto da quella cifra. E i fatti recenti sembrano avvalorare l’ipotesi che la massima sportiva possa essere utilizzata anche in musica. Un bene soprattutto sul palco: un grande show è quello in cui gli artisti trovano il giusto equilibrio tra istinto e ragione.

I NUOVI PEZZI
Seppur trattandosi di un piccolo assaggio, la recente esibizione agli Onstage Awards ha mostrato in anteprima nazionale quanto i nuovi brani composti dalla band si sposino alla perfezione con la manciata di hit scelte per la serata. La sensazione è sempre più quella che 9 sia stato composto con più di un occhio di riguardo nei confronti delle future esibizioni. Avete bisogno di toccare con mano o siete come San Tommaso? Questa è l’occasione giusta per togliervi ogni dubbio.

IL CIRCO (MASSIMO) SUL PALCO
La band ci ha chiesto di non entrare nei dettagli, per non rovinare l’effetto sorpresa, ma possiamo anticiparvi che il palco del nuovo tour sarà qualcosa di inedito per la band toscana, con una trovata scenografica che farà sentire il pubblico ancora più coinvolto nell’evento. Insomma, la parte da protagonista la farà sempre la musica, ma da buoni performer Pau, Mac e Drigo sanno bene che anche l’occhio vuole la sua parte. Da chi hanno preso spunto per le scenografie? Vi dice niente Circo Massimo 2014?

UN’ENERGIA DIVERSA
In genere, dopo un tour acustico nei teatri o in auditorium adibiti a sonorità diverse dal rock, le band tornano sul palco con un’energia diversa, figlia proprio dell’inevitabile freno a mano tirato per l’occasione. Fateci caso: è capitato quasi a tutti, sia in Italia che all’estero. Dopo il trionfale tour acustico del 2013, la band non ha più suonato dal vivo (se si escludono gli Onstage Awards) e da quel che abbiamo percepito parlandoci a più riprese, la voglia di mettere a ferro e fuoco l’Italia è davvero altissima. Preparate le armature.

LA SCALETTA
C’è chi perde pochissimo tempo nella stesura della setlist dei propri concerti, limitandosi ad infarcire lo show di hit, senza la giusta attenzione nel miscelare mood e registri musicali. Questi, in genere, sono artisti che sanno di poter viaggiare col pilota automatico, di non dover fare più di tanto per stupire un pubblico che tanto sarà felice di sentire una quindicina di successi e storcerà il naso sui brani nuovi. Poi ci sono i Negrita.

L’INTEGRITA’
In un mondo discografico da sempre segnato dall’omologazione e dalle strade da seguire per raggiungere subito l’obiettivo, in un panorama come quello italiano dove la logica del do it yourself non sappiamo nemmeno cosa voglia dire, una band come i Negrita è riuscita a diventare così popolare solo grazie all’integrità. Affollare i loro show è un po’ dire anche a noi stessi che, talvolta, la coerenza non è un concetto fuori moda.

IL COLLEGA PETULANTE
Otto date in quindici giorni. Non sono poi molte le occasioni di vedere la band dal vivo in questo scorcio di primavera 2015. Il rischio è quello di sentire il vostro vicino di casa, o peggio il collega petulante, parlarne in modo entusiastico per altre due settimane, con l’effetto di allargare una piaga già difficile da sanare. È già qualche tempo che dite: “Ah, la prossima volta devo andarli a vedere in concerto!”. La prossima volta è adesso, muovete il culo!

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