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Beady Eye in Italia nei piccoli club: come ti sei ridotto, Liam?

Beady Eye

Il 15 e 16 febbraio 2014, i Beady Eye di Liam Gallagher sono in Italia per due concerti. Tutto bene, se non fosse che le date sono in programma in club piuttosto piccoli per il blasone degli artisti. Sembra non arrestarsi la parabola discendente dell’ex cantante degli Oasis. Foto di Roberto Panucci,

Non c’è da stupirsi se la stampa inglese ama tanto i fratelli Gallagher e in particolare Liam. Sono una fonte inesauribile per chi si scrive di musica. Se un pomeriggio non succede nulla di eccitante, nessuna pubblicazione, nessun concerto e magari i Grammy sono lontani, il giornalista di turno prende il telefono e chiama casa Gallagher: «Liam, dimmi cosa ne pensi dell’ultimo singolo dei Daft Punk», «Liam, hai visto cosa ha fatto Damon Albarn?», «Liam, raccontami un po’ di Kurt Cobain». Basta mettere un po’ d’ordine al florilegio d’improperi e “fuckin’idiot” che ne deriva e il pezzo è bello che servito.

Lo scorso giugno il più piccolo dei Fratelli Colterlli se l’è presa con Robbie Williams, apostrofandolo con un «grasso idiota del ca**o». La sua “colpa”? Suonare per tre sere di fila allo stadio Etihad di Manchester (60.000 posti), mentre i Beady Eye, proprio nella loro città, si esibivano nel più modesto Ritz (1.500 posti). Ma questa non è solo una delle tante scaramucce. Per Liam il dato è allarmante: con la band in cui ha raccolto gli ex Oasis orfani di Noel, suona in posti ben più piccoli di quelli a cui erano abituato. Cioè, ha perso pubblico. Basta gettare un occhio all’entità dei loro live in Italia. Nel 2014 i Beady Eye hanno in programma due concerti, al Live Club di Trezzo (Milano) e all’Orion di Campino (Roma). Ottimi club, ma si tratta di capienze – intorno ai 1000 posti – neanche lontanamente paragonabili a quelle cui erano abituati sotto la vecchia ragione sociale. In Italia, gli Oasis, si esibivano nei palazzetti o come headliner nei festival, vedi l’Heineken Jammin’Fastival del 2005. Com’è successo?



La risposta, inaspettatamente, ce la fornisce proprio Liam: «Il Ritz è il livello a cui siamo e a cui staremo fino a che la gente non tirerà fuori le sue ca**o di dita e comprerà il nostro fottuto disco». Eh già. Liam può andare in giro quanto vuole a dire che i Beady Eye sono «la migliore rock’n’roll band che si possa incontrare in giro» ma alla fine della fiera a decidere le sorti di un disco, e di un gruppo, è il pubblico. E anche se nell’ultimo album BE, aiutati da Dave Sitek dei Tv On The Radio, è stato fatto un ottimo lavoro di arrangiamenti e di suoni, mancano quei ritornelli che si incidono nella mente e nel cuore della gente. Proprio come quelli degli Oasis, che, guarda caso, nel 90% dei casi era Noel a scrivere. «Semplicemente non potevo lavorare con Liam un giorno di più» ha scritto il fratello maggiore nella lettera di scuse ai fan per aver messo fine al gruppo, quella letale sera parigina del 28 agosto, pochi giorni prima di un concerto a Milano. È da lì che il più giovane dei Gallagher ha cominciato a camminare con le sue gambe: i risultati, almeno per ora, sono piuttosto modesti.

Fa quasi tenerezza il tentativo di risollevare le sorti dei Beady Eye usando come esca alcuni brani degli Oasis, provvidenzialmente aggiunti in scaletta. «Hanno il mio permesso di suonare le canzoni che ho scritto» ha commentato impassibile Noel. Allora Liam ci prova, parla di reunion sfruttando come occasione il ventennale di Definitely Maybe, ma sempre con la strafottenza di chi sembra stia facendo un favore, piuttosto che riceverlo. Il primogenito non ci pensa nemmeno, rifiuta oltre 23 milioni di euro di offerta e ribadisce che non vuole più avere niente a che fare con il fratellino. Non restano molte alternative al povero Liam: che si abitui a suonare in posti piccoli, sempre che non riesca a buttare fuori qualche canzone all’altezza del suo glorioso passato. Buona fortuna.


Oasis – Falling Down on MUZU.TV.

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