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Blink 182 concerto Milano Mediolanum Forum 3 luglio 2012

Dopo quasi otto anni di pausa, i Blink-182 sono tornati insieme. Archiviate polemiche e incomprensioni, Tom, Mark e Travis hanno pubblicato un disco (Neighborhoods, 2011) e ripreso a suonare dal vivo – li aspettiamo in Italia, a Milano, il prossimo 3 luglio. Ma in tutto questo tempo qualcosa è cambiato, qualcosa di cui si cominciavano a scorgere i segni anche prima dello scioglimento ma che solo ora si può identificare con chiarezza. In attesa di vederli all’opera sul palco, cerchiamo di capire cos’è successo.

Anno 2000: tre ragazzotti con la faccia da schiaffi scendono da un jet privato vestiti di bianco come i Backstreet Boys, attesi da migliaia di fan trepidanti. Si esibiscono in balli ridicoli al rallentatore e la loro strafottenza buca lo schermo. La parola d’ordine è parodia, per esorcizzare l’overdose di raccapricciante dolcezza che nascondeva (ma poi neanche tanto) messaggi subliminali a sfondo erotico delle innumerevoli boy band degli anni ’90. Le parole di All The Small Things sono buttate quasi a caso, giusto per rispettare la metrica: il ritornello è una serie di na-na-na buoni per essere cantati in coro al ritmo di schitarrate punk con evidenti intenzioni pop.

Anno 2011: la telecamera inquadra un muro che riporta a caratteri cubitali la scritta “No more parents”, mentre decine di ragazzi cercano di divertirsi ad un party decadente, condito da noia e un pizzico di violenza. E’ buio, non c’è nessun ammiccamento sessuale e il testo di Up All Night scandisce frasi ad alto tasso riflessivo, come “Tutti crescono i propri figli in un mondo che trasforma la vita in un gioco amaro” e “Tutti vivono per raccontare la favola di come un giorno moriremo da soli”. Perfino l’arrangiamento del pezzo fa pensare alla notte, con un bridge malinconico che introduce un ritornello agrodolce.

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