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10 buoni motivi per non perdersi il concerto dei Bon Jovi a San Siro

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Il concerto a San Siro dei Bon Jovi di sabato 29 giugno 2013 sarà senza dubbio uno degli eventi dell’anno. Milano attende dal 1995 (si era all’Acquatica ai tempi) Jon e compagni, diciotto anni dopo è pronta per riaccoglierli niente meno che la Scala del Calcio.

Ci sono almeno dieci buoni motivi per non perdersi lo show di una delle rock band migliori al mondo, eccoli non necessariamente in ordine di importanza.

LA PRIMA VOLTA
Non sarà un concerto come tanti, specialmente per Jon Bon Jovi. Suonare a San Siro è da sempre in cima all’elenco delle sue cose (ancora) da realizzare. Una prima volta importante per una star che con la sua band che ha venduto nel mondo oltre 130 milioni di dischi, che si è esibito a ogni latitudine ma che fino ad ora non aveva mai marcato visita al Meazza. Statene certi, si emozionerà vedendo la famosa muraglia umana che si staglia davanti agli artisti che escono sul palco come già accaduto, tra gli altri, a Robbie Williams e a Springsteen.

QUESTIONE DI FEELING
Il rinnovato amore tra l’Italia e i Bon Jovi ha una data di inizio ben precisa: il 17 luglio 2011 a Udine la band diede spettacolo sul palco dello Stadio Friuli, rimanendo allibita dall’entusiasmo con cui fu accolta e acclamata da un paese da cui mancava da ben otto anni. L’appuntamento di Milano quindi, sarà la sublimazione di un’intesa inaspettatamente rinsaldatasi solo due anni fa. Proprio per questo l’atmosfera sarà quella delle grandi occasioni.

UN PALCO ESAGERATO
Per questo Because We Can Tour gli americani hanno fatto le cose in grande: è enorme il palco che stanno portando in giro per l’Europa e che arriva anche a Milnao: il muso gigante di un’auto tipicamente americana è lo sfondo delle gesta dei musicisti, circondati dalle migliaia di luci che l’agghindano e i megaschermi posteriori e laterali.

COREOGRAFIA DA DERBY
Lo spettacolo nello spettacolo: il pubblico. Come successo già a Udine nel 2011, il fan club italiano ha preparato una coreografia pazzesca per sorprendere ulteriormente i Bon Jovi. Migliaia di cartoncini colorati e un lunghissimo striscione. Una di quelle coreografie che San Siro è abituato ad ospitare durante i derby tra Milan e Inter oppure nelle partire importanti di Champions League. Escludendo le cerimonie di Springsteen, sarà difficile quest’anno trovare una dimostrazione di affetto e passione superiore a quella che si verificherà a San Siro.

L’ASSENZA DI SAMBORA
Il fatto che manchi Richie non è una buona notizia. I problemi personali del chitarrista originale della formazione non sono risolti e in questi mesi oltretutto lui e Jon si sono punzecchiati a distanza tramite tweet e interviste. Jon è consapevole del “peso” dell’assenza di Sambora: proprio per questo ci si aspetta – e i live fin qui proposti sembrano andare in questa direzione – che venga compensata con l’inserimento in scaletta di chicche inattese: vedi This Ain’t a Love Song suonata a Praga oppure Never Say Goodbye proposta in Galles. Benché l’assenza di Richie sia certamente un brutto colpo per il cuore dei fan, Jon troverà certamente il modo per mettere in piedi uno show da ricordare.

QUEL FIGO DI JON
Magari è un po’ stagionato, ma Jon fa ancora la sua figura. Chiaro, non è più il piacione che abbiamo conosciuto negli anni Ottanta e Novanta, ma è ancora un sex symbol, ed è perfettamente consapevole di poter contare anche su questo aspetto per accattivarsi l’audience femminile. La rockstar stessa ha dichiarato più volte di lottare ogni giorno per allontanare il ricordo del periodo capelli-cotonati, tuttavia i pezzi migliori li ha scritti proprio in quei tempi e sotto sotto ne è perfettamente consapevole.

CONOSCETE ALMENO 10 PEZZI
Un concerto dei Bon Jovi è uno di quelli a cui ci si può andare anche senza essere fan assoluti del gruppo. Nella loro lunga carriera gli americani hanno composto un’infinità di hit, passate a ripetizione da radio, televisioni e dj. Livin’ On A Prayer, You Give Love A Bad Name, Bad Medicine, Have A Nice Day, It’s My Life, per non parlare delle ballate: c’è da scommettere che anche un ascoltatore di musica distratto ne conosca almeno 10. Magari non sapete i titoli, ma non potete non riconoscere quelle note, a meno che non abbiate vissuto sulla Luna negli ultimi 30 anni.

LE BALLATE PER POMICIARE
Insomma chi di voi non ha mai pomiciato o pianto su Bed Of Roses o Always? Tra i motivi del successo planetario dei Bon Jovi ci sono proprio le ballad che la band nel corso degli anni ha inciso. Ovviamente non tutte memorabili sia chiaro, ma le due già citate con I’ll Be There For You o le più ricercate Lie To Me e (It’s Hard) Letting You Go hanno fatto innamorare milioni di coppie. Preparatevi a pomiciare duro.

PERDERE QUALCHE ETTO
Saremo a un dannato concerto rock all’interno di una delle cornici più belle per assistervi. Preparatevi a saltare, a ballare, a divertirvi, anche perché i Bon Jovi non hanno scritto solo (bellissime) ballad ma sono anche la band di Raise Your Hands, Runaway, Born To Be My Baby, brani hard rock che hanno portato la distorsione presso le grandi masse grazie a un’orecchiabilità fuori dal comune unita ai riff giusti. Insomma, fisicità allo stato puro. Inoltre non sarà una serata da un’ora e mezza e a casa: lo show supererà certamente le due ore di durata. E se siete sugli spalti invece che nel prato, potreste sempre sfruttare la situazione per fare le rampe di San Siro di corsa. Così, giusto per riscaldarvi prima dello show e cominciare a buttare giù qualche etto.

CANZONI A RICHIESTA
Non è un segreto che l’idolo di Jon sia Bruce Springsteen. Il modello live seguito dai Bon Jovi in questi ultimi anni (frequenti variazioni alla scaletta, durata degli show, interazione coi fan etc) è sempre più vicino in tutto e per tutto a quello di Springsteen, sign request dal pubblico incluse. Quindi se volete a tutti i costi ascoltare una canzone in particolare, non dovete far altro che avvicinarvi al palco il più possibile e portarvi un cartello su cui scrivere il titolo del pezzo. Ci sono buone probabilità che veniate accontentati.

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