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12 canzoni famose che hanno scatenato procedure legali

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Alzi la mano chi non ha mai detto “le note son poi sette, è normale che le canzoni si somiglino tutte un po’ l’una con l’altra”. Sbagliato: intanto le note sono dodici contando le alterazioni, ma di per sé non è una scusa per imitare canzoni altrui o ispirarsi, altro termine molto caro a tanti allegri copioni, più o meno diretti. Nella storia della musica ci sono state molte cause legali dovute a plagi, alcune anche molto recenti; anzi, vale la pena sottolineare che negli ultimi anni si parla sempre più spesso di scopiazzature vere o presunte, complice anche il diritto d’autore che non sempre obbliga a nominare in modo preciso omaggi o campionature, come avviene nella musica rap. Ecco una selezione di 12 canzoni che sono state dei casi legali e che, in alcuni casi, sono ancora in corso.

1. Tanti auguri
Probabilmente è la canzone più famosa al mondo, quella che si impara a cantare sin dalla più tenera età. Ciò che non ti dicono, però, è che Tanti auguri è stata protagonista di uno dei casi legali più controversi della storia della musica dal 1889 (anno in cui fu composta) ad oggi. Pubblicata nel 1893 dalle sorelle Patty e Mildred Jane Smith, era gestita dalla Clayton Company: all’epoca i diritti d’autore duravano 28 anni e i potevano essere poi rinnovati per altri 14. Nel 1935, allo scadere del rinnovo, un’altra sorella Hill depositò nuovamente la canzone ottenendo un terzo dei ricavati anche per i discendenti.
Quando cinquant’anni dopo la Clayton Company fu acquisita dalla Warner e fu calcolato che la major guadagnasse oltre 2 milioni di dollari l’anno solo dalla riproduzione del pezzo. La discografica citò in giudizio una documentarista per l’utilizzo del brano, per il quale chiedeva dai 1500 ai 50000 dollari ad utilizzo. L’etichetta perse contro la regista grazie alla decisione della Corte della California, che definì nulli i diritti della Warner: nel 1935 era stata depositata solo la melodia, non il testo.

2. Madonna, che fai copi?
Di cause legali le canzoni di Madonna ne hanno affrontate due grandi e definite: una vinta, quella con l’accusa di plagio sulla celeberrima Vogue arrivata nel 2013 con ben ventidue anni di ritardo, perché secondo la VMG, etichetta discografica del Delaware, Madonna avrebbe copiato i fiati e gli archi da Love Break, un brano inciso nel 1977. L’altra, invece, è stata una causa persa sul testo di Justify My Love, brano composto da Lenny Kravitz e Ingrid Chavez per il primo greatest hits della popstar. La Chavez però non fu inclusa nei diritti d’autore del brano e citò in giudizio Madonna e Kravitz sostenendo come la maggior parte del brano fosse stata scritta da lei: il suo stile, con versi sussurrati su basi dance rarefatte, era riconoscibilissimo. Ingriz Chavez vinse e fu risarcita con svariati milioni di dollari.

3. Michael Jackson e Albano
La causa legale tra Michael Jackson e Albano Carrisi è forse una delle più famose e assurde della storia della musica. Albano accusò di plagio il Re del Pop per il brano Will You Be There, considerato una copia del suo I cigni di Balaka. Nel 1992 la Procura di Roma ordinò il sequestro di Dangerous, l’album dove era contenuta Will You Be There, che fu ristampato per il mercato italiano senza questa canzone, e condannò Michael Jackson al pagamento di 4 milioni di lire (la risata è d’obbligo). In realtà venne poi fuori che entrambi furono ispirati da un brano del 1939 ormai sprovvisto di copyright, Bless You For Being An Angel, scritto dallo sconosciuto gruppo The Ink Spots.

4. Ed Sheeran, doppia accusa
Doppietta di plagi per Ed Sheeran? A quanto pare sì: stando a quanto rilevato, la ballad Thinking Out Loud sarebbe una copia neanche troppo velata della hit di Marvin Gaye Let’s Get It On. Sin qui, pura ispirazione (dicono). Ma l’accusa più grave è quella che riguarda Photograph, considerata una copia del brano Amazing scritto per Matt Cardle: per questo motivo è stata aperta una causa legale che rischia di costare al rosso Ed 20 milioni di dollari di risarcimento.

5. Robin, Pharrell e Marvin Gaye
Restiamo ai giorni nostri con un altro caso principe della musica pop: il singolone Blurred Lines di Robin Thicke feat. Pharrell Williams e T.I., uscito nel 2013, è stato accusato di plagio dalla famiglia di Marvin Gaye (e due). Il brano incriminato era Got To Give it Up, che Gaye incise nel 1977. Una battaglia finita in tribunale e con il pagamento di 7,4 milioni di dollari di risarcimento dal duo di autori. Alla faccia di quanto sostenuto da Pharrell e Thicke, che giuravano di non aver copiato.

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