Speciali

Come fare un buon remix: tutto quello che un dj deve sapere

Come-fare-un-buon-remix-tutto-quello-che-un-dj-deve-sapere

Come i grandi chef, i producer non amano svelare i propri segreti. Le “formule magiche” con le quali riescono ad ottenere suoni in grado di farli distinguere dalla massa, e dunque grandi remix, sono ovviamente top secret. Ma un buon consiglio non si nega a nessuno, giusto? Non saranno forse dritte in grado da sole di far svoltare una carriera di un dj, ma apprendere qualcosa da chi sa il fatto suo non può certo fare male. Abbiamo raccolto un po’ di preziosi suggerimenti che alcuni top producer di fama internazionale hanno condiviso su riviste e siti specializzati: fatene buon uso.

Conosci il tuo strumento (Steve Angello)
“Non importa quale sia il vostro software preferito: quello che conta è che sappiate intervenire in modo efficace sui suoni e sulla stesura del brano, a costo di risultare semplici. Io utilizzo principalmente i plugin standard di Logic; se conoscete bene i vostri strumenti, siete i re dello studio”.

Suoni singoli Vs Traccia intera (Kill The Noise)
“Oggi come oggi basta andare su youtube e seguire qualche tutorial, e anche un bambino capisce che creare un suono figo è una questione di minuti. Il punto è che ti serviranno anni per riuscire a contestualizzare quel suono: il tuo gusto personale è più importante della bellezza di un singolo suono”.

Le mode passano, lo stile no (Lifelike)
“Cerco sempre di fare si che i miei mix suonino abbastanza “Vintage”. Se segui la scia del momento non potrai mai essere sicuro che i dj suoneranno ancora i tuoi dischi tra dieci anni”.

Non si butta via (quasi) niente (Simian Mobile Disco)
“Prima di archiviare un mix che avete finito o che avete deciso di abbandonare, provate a riattivare tutte le tracce che avete messo in mute. Potrebbero significare poco da sole, ma magari diventano una nuova ispirazione per seguire una direzione totalmente diversa, e forse anche migliore”.

Il tuo suono, ma non troppo (Steve Aoki)
“Molti producer hanno le loro preferenze in quanto a suoni, infatti certe volte riconosci un remix dal suono della cassa. Io invece quando remixo cerco un suono che stia bene con gli elementi che ho deciso di utilizzare; prendere in considerazione l’architettura di tutta la traccia invece di farla accomodare sui tuoi standard può fare la differenza”.

Take a break! (Laidback Luke)
“Prendetevi una mezz’oretta di pausa ogni due ore. La maggior parte delle mie migliori ispirazioni sono arrivate dopo avere staccato per qualche minuto. Quando pretendi troppo da te stesso finisce che rimani incastrato in un loop, e non rendi come prima; se invece cammini un po’, mangi qualcosa o fai altro al tuo ritorno in studio tutto diventa più chiaro”.

Analogico è bello (Deadmau5)
“Per quanto la tecnologia si possa evolvere, sarà difficile che una traccia interamente prodotta con i cosiddetti “Soft Synth” (emulazioni virtuali di sintetizzatori analogici) suoni a dovere. Ricercate un suono più sporco e reale, la dinamica globale ne guadagnerà”.

Commenti

Commenti

Condivisioni