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I migliori concerti di sempre a San Siro

San Siro si sa, è considerato la “scala del calcio” da sempre, anche se il sito ufficiale dice “il Tempio del calcio”. Ma è anche un punto d’arrivo per qualsiasi grande musicista. Esibirsi a San Siro è un’esperienza che lascia il segno, anche su artisti talmente affermati che hanno avuto la fortuna di suonare all’interno degli impianti più belli del mondo. Categoria di cui fa assolutamente parte San Siro, insieme a Wembley, al Camp Nou, al Santiago Bernabeu e a pochissimi altri.

Dagli anni Ottanta, lo stadio di Inter e Milan (in ordine alfabetico per evitare dispute tra calciofili disperati, ndr) è stato anche utilizzato per ospitare eventi indimenticabili, concerti di star italiane e internazionali che si sono trasformati in veri e propri raduni di massa. Alcuni, prima che venisse costruito il terzo anello e montata la copertura a tutti i settori, hanno visto il palco posizionato sotto una delle due curve, poi si è preferito sfruttare l’ampiezza del campo e piazzarlo sotto la tribuna centrale (il “Settore arancio”). Ma quali sono stati i più importanti tra i concerti a San Siro? Abbiamo selezionato la top ten, che non vuole essere una classifica rigida e inappellabile, semplicemente una significativa selezione in ordine cronologico di dieci momenti storici e serate che sono rimaste impresse nella memoria collettiva. Certi che, visti gli eventi già confermati per il 2013, nuovi suoni, immagini ed emozioni che travolgeranno l’impianto di Via dei Piccolomini si staglieranno per sempre nelle menti di band e fan.

Una doverosa precisazione: dalla lista sono stati esclusi i concerti a San Siro di Edoardo Bennato, nel 1980, e di Bob Dylan, nel 1984, solo perchè non siamo riusciti a trovare materiale video che li documentasse.

BOB MARLEY, 27 giugno 1980
Ottantamila persone per il Re del Reggae, per la prima e ultima volta in Italia (suonerà la sera dopo anche a Torino). I telegiornali assistono basiti al raduno collettivo scatenato dall’arrivo in Italia di Bob Marley commentando, come da tradizione, con pressapochismo imbarazzante il concerto: cercano di minimizzare quello che è un vero e proprio rito di condivisione assoluta tra l’artista e il suo popolo, seguace e devoto. Due ore che hanno segnato chiunque fosse presente e presumibilmente anche chi non c’era. Inquietante, nella stessa giornata, la concomitanza con la tragedia aerea di Ustica.

BRUCE SPRINGSTEEN, 21 giugno 1985
E’ riconosciuta da Sprinsgteen stesso come una delle sue date più memorabili di sempre, anche se stilare una classifica dei concerti di Bruce è un’impresa improbabile. A dire la verità è proprio questo concerto a far scattare l’amore che dura tutt’oggi tra il Boss e l’Italia. Ventotto brani, oltre sessantamila spettatori e l’entusiasmo unanime di critica e media del tempo: dopo Marley, Edoardo Bennato e Bob Dylan, a San Siro era finalmente arrivato il Rock Americano del ‘working class hero’ per antonomasia. Il primo di molti successi, replicato nello stesso luogo nel 2003, 2008 e 2012. Leggenda inarrivabile già allora.

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