Speciali

Welcome To The Jungle: 10 buoni motivi per andare a un concerto metal

concerto metal

A Milano sbarca il Sonisphere, evento da non perdere per tutti gli appassionati di metal. E per gli altri? Ecco 10 buoni motivi, che magari non avete mai preso in considerazione, per decidere di andare ad un concerto metal.

Visti spesso come pericolosi ritrovi di satanisti senza morale, occasione di spaccio e consumo di droghe di dubbia qualità, melting pot di disadattati, ladri e pazzoidi scappati ai riformatori, i concerti metal sono in realtà grandi raduni del popolo amante delle sonorità più distorte e dure possibili. Un popolo che continua ad essere molto vasto, come dimostra l’affluenza dei concerti anche in tempi di calo di pubblico per i live. Lo sanno bene System Of A Down, Metallica e anche i Rammstein, che negli ultimi tempi hanno riempito spazi all’aperto, stadi e palazzetti senza difficoltà.

L’8 giugno, alla Fiera di Rho, il carrozzone del Sonisphere, con Iron Maiden, Megadeth e molte altre band, si esibirà di fronte a una platea che supererà le 35mila unità. Il pubblico sta diventando sempre più eterogeneo, ma restano però delle barriere – pregiudizi: per molte persone si tratta di malvagi accadimenti stereotipati e distorti da un sentire comune obsoleto e fuori dal tempo, quando invece sono occasioni di immenso divertimento, coinvolgimento e condivisione. Insomma a un concerto metal vale la pena andare anche se non si è appassionati del genere. Ecco dieci buoni motivi per farlo, in ordine puramente casuale.

È meglio di Facebook
Difficilmente vi capiterà di socializzare tanto quanto a un concerto hard & heavy. Molte persone frequentano questi appuntamenti anche da soli perchè incontrare persone con cui condividere qualcosa è molto meno complicato che nella vita di tutti i giorni. Se poi indossate una maglia ad hoc, tanto meglio; l’abito, si sa, fa il monaco, e mettersi la t-shirt con Eddie che esce dalla tomba è un buon modo per trovare un vicino bendisposto alla chiacchiera. E magari quel vicino è un rispettabile medico o un avvocato. Perchè gli appassionati di metal sono molti più di quanti possiate immaginare, e quando ci si trova davanti a un muro di Marshall si annulla l’individualismo e si diventa immediatamente tutti parte di un rito collettivo che permette la nascita di nuove amicizie, talvolta durature e impossibili da rompere, specie se basate su birra e musica pesante. Altro che Facebook.

Quei bravi ragazzi
L’imbecille potrete sempre trovarlo ovviamente, ma ai concerti metal non esistono le gang o i gruppi di tamarri che vanno in giro per cercare la rissa. La gente è felice, probabilmente alticcia ma solo con tanta voglia di godersi l’evento e condividere la propria passione con più persone possibili. Non c’è bisogno di tirare le righe o andare nel bagno della disco per scovare il pusher per esaltarsi e divertirsi di brutto, l’unica droga di cui si ciba questa variegata fauna è volume alto e distorsione estrema. Il resto verrà da sé.

Fottersene delle mode del momento
Se ne parlava poco sopra, ed è proprio un’altra caratteristica che contraddistingue i concerti metal da tutto il resto. L’amore per il genere che ti ha cambiato la vita, che ti ha tirato su di morale così tante volte in passato, che ti aiuta ogni giorno ad andare a lavorare o a scuola è per sempre. Il concerto è l’istante in cui si mandano affanculo le mode del momento, i gruppi finti e costruiti a tavolino, MTV e tutto quanto gira intorno al music business, lasciandosi andare a quella musica che, nonostante tutto, da quarant’anni sopravvive e non ha alcuna intenzione di abdicare. Un amore incondizionato e impossibile da sconfiggere, che si manifesta durante gli show con una partecipazione assoluta da parte di tutti.

Godersi qualche manico
È inutile nasconderlo: se escludiamo i jazzofili che la sanno abbastanza lunga pure loro, è nell’hard & heavy che trovano posto i musicisti migliori, capaci di creare magia con la propria perizia e regalare momenti indimenticabili a chi capisce, studia e apprezza davvero la musica e non cerca solo l’hit da scaricare su iTunes da tre minuti con cui girare in macchina col finestrino abbassato. Determinati concerti metal offrono l’occasione di vedere all’opera quelli che sono tra i più grandi professionisti dello strumento di ogni tempo: sotto tonnellate di watt e in mezzo a quello che per molti è superficialmente solo rumore, si nascondono strutture e partiture complicatissime, sopra le quali svettano vocalità dalle tonalità esagerate.

Rendersi ridicolo
Andiamo, quante volte sei stato deriso e preso in giro per il modo in cui scimmiotti il chitarrista della tua band preferita? E quante altre ti hanno detto di stare fermo mentre colpivi immaginari rullanti e piatti in aria? O ancora quanto la devi smettere alla tua età di cantare il ritornello di The Number Of The Beast sotto la doccia che poi i bambini ti fanno domande? Questa è l’occasione per fare tutto quello che ti pare, per stonarti le corde vocali, per immaginare di essere sul palco e per sfidarti a colpi di air guitar con migliaia di altri appassionati. Dacci dentro!

Sfondati il collo
Per il sottoscritto è praticamente impossibile non tenere il tempo dei pezzi preferiti facendo su e giù con la testa (ma anche sinistra-destra o ruotandola il più rapidamente possibile) solo ascoltandoli in cuffia anche prima di addormentarsi. Figuratevi a un concerto con gli amplificatori a manovella e migliaia di persone che si rovinano il collo fottendosi la cervicale per la vita esattamente come hai sempre fatto tu. È una parte fondamentale di qualsiasi concerto metal che si rispetti e fa niente se non avete più le chiome di un tempo, anzi spesso chi non ha capelli ci dà dentro ancora di più!

Un po’ di sane botte 
Non c’è niente di meglio che un concerto metal per scaricare la frustrazione della vita di tutti i giorni. Chiaro, bisogna stare attenti, ma di base il codice non scritto del moshpit prevede che se qualcuno cade ci si ferma e lo si rialza. Per poi riscaraventarlo nel pogo, ovviamente. Niente gomiti alti ma tante sane botte formative. Una di quelle esperienze che chiunque dovrebbe provare prima o poi, anche perché diciamola tutta, rimanere fermi durante alcuni pezzi è impossibile. A dire il vero anche alcuni metallari più sbarbini aborrano la pratica, ma basta stare ai lati e non capiterà nulla. Certo, non vi divertirete tanto quanto farvi un giro in mezzo a un luogo dove la musica si vive ai massimi livelli, con un’intensità fisica che va ben oltre l’essere pressati gli uni agli altri o schiacciati sulle transenne come capita naturalmente ad altri eventi.

Vestiti bene, caro
Tra jeans strappati, magliette smanicate, palandrane gotiche piuttosto che le converse sfondate o la calzatura tamarra con zeppa o punta di ferro che pesa 20 chili da sola, il vestiario del concerto pesante è vario e curioso, per una volta nessuno vi guarderà male se assomiglierete a un lampadario o se indosserete qualcosa che vi renderebbe ridicoli sulla metro di ogni mattina. Anzi più strambi sarete, meno sarete notati, ultimamente anche il coloratissimo nero (maglia) su nero (pantalone) con nero (anfibio) sta lasciando spazio alle più disparate variazioni sul tema.

Fuck Fear, Drink Beer
Si sa a volte danno pure fastidio quelli che arrivano già sbronzi prima ancora che il concerto cominci. Tuttavia sarebbe ridicolo non sottolineare come il concerto metal che si rispetti prevede un minimo sindacale di un paio di pinte (spesso costose e annacquate) condivise con i compagni d’avventura o completamente a caso con chi vi capita a tiro. Dopo tutto nessuno ti dirà nulla se perdi il conto di quante birre hai bevuto durante lo show. Inoltre non vorrai perdere l’occasione di offrirne una a quella bella ragazza di fronte a te no?

Le belle figliole
A tal proposito (nonché caratteristica in espansione negli ultimi anni), un motivo assolutamente da non sottovalutare è l’aumento esponenziale del pubblico femminile presente ai concerti pesanti. Mai come nell’ultimo lustro, belle figliole hanno apprezzato sempre maggiormente il crowd surfing e l’headbanging, il growl e le ritmiche forsennate. La gamma diventa sempre più ampia e ora oltre le darkettone o le blackster di 120 chili con trucco e borchie, arrivano anche insospettabili studentesse con la maglia dei Cannibal Corpse piuttosto che col pantalone di pelle e l’anfibio d’ordinanza. Saranno anche sfigati e disadattati i metallari, ma gli occhi ce li hanno anche loro.

Commenti

Commenti