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Ok, il prezzo è giusto?

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Se il costo del biglietto del concerto è alto, il pubblico si scaglia contro il promoter. Ma le cose stanno diversamente. Con l’aiuto di Roberto De Luca e Claudio Trotta, tra i principali promoter italiani, cerchiamo di capire come funziona.

Il prezzo dei concerti è da sempre argomento di discussione caldissimo tra appassionati di musica. Il cambio Lira/Euro, l’inflazione e la crisi che stiamo tuttora vivendo hanno trasformato in molti casi l’evento live da appuntamento irrinunciabile a bene di lusso. Ma la colpa non è dei promoter: che gli organizzatori si arricchiscano con l’aumento dei prezzi è un luogo comune, un mito da sfatare. Gli elementi che influenzano il costo di un biglietto sono molteplici, e di questi vogliamo offrirvi una visione ad ampio respiro.
Sia Roberto De Luca (Presidente di Live Nation Italia) che Claudio Trotta (fondatore di Barley Arts) sono risoluti nello spiegare che il guadagno effettivo per una agenzia di booking spesso non supera il 5% (vedi tabella 1).

Entrambi concludono la risposta con un significativo «quando non andiamo in perdita, s’intende», che rimarca quanto il momento sia difficile non solo per chi si gode gli spettacoli ma anche per chi li organizza (lo dimostrano i dati su ingressi e volume d’affari del settore musica live del primo semestre 2012, vedi tabella 2). I costi fissi per qualsiasi evento si chiamano IVA e SIAE: il 20% dell’importo totale sparisce istantaneamente con queste due voci, un altro 10% serve per il noleggio delle strutture e l’affitto delle location in cui si svolgono i concerti. I locali, le licenze, il servizio d’ordine, le ambulanze e tutto quanto serve per far sì che l’evento possa svolgersi arrivano a incidere fino al 25%, mentre la fetta più grossa della torta (40% in media) spetta ovviamente alla voce “artista” (“produzione” se preferite), in cui sono inclusi cachet, scenografie, palco, staff, etc.

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In alcuni casi il peso dell’artista incide fino al 50%. Per fortuna, però, questo genere di artisti richiama molto pubblico e si esibisce in location grandi, fattore indispensabile per ammortizzarne i costi. È per questo che, a parità di posti, il concerto di uno stesso artista allo stadio può costare meno che in una location indoor (tabella 3). A Milano, un live a San Siro è spesso più abbordabile di un concerto al Forum perché, nonostante i costi più alti della produzione, il numero di biglietti in vendita è superiore e dunque gli oneri sono ripartiti su più acquirenti.
Potrebbe sorprendere che a fronte di una crisi economica che non accenna a darci tregua, e di numeri non proprio favolosi del settore, l’offerta di concerti sia sempre maggiore: «Sembra demenziale e a conti fatti è una situazione folle, ma è normale che in un momento di difficoltà la proposta aumenti – dice Claudio Trotta – perché le band stesse sono costrette a puntare sempre di più sui concerti visto il declino irreversibile della musica riprodotta». Anche Roberto De Luca spiega come «il digitale non compensa per nulla la crisi discografica e il calo di vendite dei dischi, nonostante la situazione economica i concerti saranno sempre di più proprio perché sono uno dei pochi modi rimasti alle band per avere entrate certe».

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È in questo scenario paradossale che, negli ultimi anni, si stanno affermando i Vip Tickets e i Vip Package, ovvero soluzioni più costose (tabella 4). Dal posto sotto palco o in tribuna autorità, fino a quei servizi aggiuntivi che determinati artisti offrono insieme al biglietto per assistere allo show: si va dalla cena a buffet al memorabilia di turno, fino all’incontro con gli artisti stessi e l’open bar nel party after-show. «Il pubblico è disposto a spendere molto di più per avere un servizio migliore. Quelli sono i biglietti che solitamente esauriamo per primi» spiega De Luca. «Sono prodotti destinati alle persone più agiate, si vendono benissimo per alcune tipologie di artisti, d’altronde la capacità di acquisto di questi tempi è scesa per tutti tranne che per le classi alte» conferma Trotta. Insomma, difficoltà economiche o meno, sia i fan accaniti che semplicemente coloro che possono permetterselo si fanno tentare dalla possibilità di assistere al concerto del proprio idolo e di scattarci una foto ricordo. Vuoi mettere il gusto, il giorno dopo, di metterla su Facebook?

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