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La vita e la carriera di David Bowie raccontate attraverso le sue trasformazioni

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La carriera, ma anche la vita stessa di David Bowie, può essere raccontata attraverso le trasformazioni che il grande artista inglese scomparso esattamente un anno fa mise in atto nel corso della propria storia, personale e musicale. Un processo iniziato alla metà degli anni Sessanta e, di fatto, conclusosi solo con la morte. Abbiamo provato ad elencarne le principali.

MOD
Indeciso sulla direzione artistica a lui più congeniale, ma convinto di non avere altro futuro se non in ambito musicale, Bowie inizia a cimentarsi con la recitazione e gli stili musicali più in voga nella Londra di metà anni Sessanta. Dopo aver sperimentato più vie, pubblica una serie di singoli con l’etichetta Pye Records, che manifestano l’infatuazione per sonorità (e look) assolutamente mod. Ascoltare per credere.

FOLK SINGER
Ancora molto confuso sulla direzione artistica a lui più congeniale, Bowie viene influenzato moltissimo dall’arte di colleghi amici come Syd Barrett e, soprattutto, Marc Bolan. Il suo debutto discografico, nonostante fosse un misto delle sue influenze del periodo, si dimostra un tentativo riuscito a metà, ma presenta più di uno spunto molto interessante. La sensazione, insomma, è che il traguardo fosse molto vicino.

MAJOR TOM
Insieme a Space Oddity, il suo primo effimero successo da classifica, nasce il primo vero personaggio di David: quello dell’astronauta Major Tom. Spedito nello spazio, il Maggiore farà ritorno più volte nella poetica di Bowie, ma non lo vedremo mai tornare sulla Terra. Un po’ come lo stesso Bowie, che da lì a poco inizierà a volare sempre più alto.

ZIGGY STARDUST
Dopo la splendida parentesi di Hunky Dory, in cui tutti gli elementi della visione musicale di Bowie iniziarono a prendere  una forma precisa, David concepì la figura che lo fece diventare una superstar: l’alieno Ziggy Stardust. La visione apocalittica dell’album The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spieders From Mars, unito al periodo storico di transizione tra due decenni e il carisma messianico di Bowie ne fecero un vero e proprio culto.

ALLADIN SANE
Definito dallo stesso David “Ziggy in America”, il suo nuovo personaggio, innanzitutto,  giocava con le parole. Alladin Sane stava infatti per A Lad Insane, titolo che ben spiegava la deriva psicologica del suo autore, ma sostanzialmente non era altro che il seguito americano del disco precedente. Affinché la spirale di identificazione paranoica con il personaggio venuto dallo spazio non lo portasse alla follia, Bowie lo uccise pubblicamente alla fine di un tour mondiale estenuante.

HALLOWEEN JACK
Sempre più ambizioso e consapevole della propria statura artistica, Bowie concepisce prima una mega rappresentazione dell’epopea di Ziggy e poi un imponente progetto basato su 1984 di George Orwell. Entrambi fallirono, ma dalle ceneri di quest’ultimo nacquero Diamond Dogs e la sua nuova impersonificazione: l’inquietante Halloween Jack, definito dallo stesso artista come “uno tipo strafigo che vive nella decadente Hunger City”

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