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Eminem, The Slim Shady LP: 15 cose da sapere 15 anni dopo

Eminem The Slim Shady LP

Il 23 febbraio 1999 usciva The Slim Shady LP, album con cui Eminem è diventato una star. Ecco 15 cose che non potete non sapere su uno dei dischi più importanti della storia del rap a 15 anni esatti dalla sua pubblicazione.

Oggi, 23 febbraio 2014, The Slim Shady LP, il disco che ha consacrato Eminem come artista di fama mondiale, compie 15 anni. Non sono pochi. È invecchiato l’autore, tra intossicazioni, riabilitazioni e crisi esistenziali, così come sono invecchiati i ragazzi che all’epoca, era il 1999, sono rimasti fulminati da quel condensato di genio, ferocia e goliardia. Ma la stessa sorte non è toccata alle tracce che componevano quell’album che nel bene e nel male ha fatto la storia dell’hip hop, ancora oggi fresche come allora. Ecco The Slim Shady LP raccontato per l’occasione in quindici punti.

1. L’ALTRA FACCIA DI EMINEM
Lo Slim Shady che dà il titolo al disco altri non è se non un alter ego (ancora più) scorretto e sboccato dello stesso Eminem, al secolo Marshall Mathers III. Ma non si tratta della sua prima apparizione: già un anno prima il rapper aveva inciso Slim Shady EP.

2. TOCCATO IL FONDO, PUOI SOLO RISALIRE
Il successo planetario di The Slim Shady LP nasce da un clamoroso fallimento. Quello di Infinite, primo lavoro di Eminem registrato con pochi soldi nella nativa Detroit. Il disco, un fiasco dal punto di vista commerciale e snobbato dalla critica, si rivelò una tale delusione per Marshall, da spingerlo al suicidio. Per fortuna, fu un fiasco anche quello. E tutta quell’esperienza lo portò a sfogare le sue frustrazioni creando il personaggio di Slim Shady.

3. C’È BISOGNO DI UN DOTTORE
Oltre che da Infinite, ovviamente, The Slim Shady LP trae origine da quel già citato EP, che finì nelle mani di Jimmy Iovine della Interscope in seguito alla partecipazione di Eminem alle Rap Olympics di Los Angeles. Iovine passò il mixtape al già leggendario producer Dr. Dre che, sentita quella manciata di brani, volle immediatamente conoscere Marshall Mathers.

4. SCRITTO DI GETTO
Dr. Dre volle lavorare in prima persona al disco del suo nuovo protetto. In studio, Dre componeva delle basi su cui poi Eminem faceva freestyle. Il meglio di queste sessioni veniva poi rilavorato, fino a ottenere un risultato soddisfacente. Il primo singolo, My Name Is, fu scritto quasi di getto… non male per un successo mondiale!

5. FONTI DI ISPIRAZIONE
Stando allo stesso Dre, Eminem avrebbe registrato buona parte del disco sotto effetto dell’ecstasy.

6. CIAO, IL MIO NOME È SLIM SHADY
Il disco fu trainato proprio da My Name Is, che tra rotazioni radiofoniche e televisive divenne in breve una hit. Nel brano, Eminem si presenta con la maschera del suo alter ego Slim, sputando in rima un condensato di frasi scorrette e oscenità. Esistono varie versioni di questa traccia, più o meno edulcorate. Nel peggiore dei casi, il nostro eroe “stupra lesbiche urlanti”, mentre nella versione soft si limita a “investire pedoni a bordo di un’astronave”.

7. %#*^*@!
Le oscenità, per l’appunto. The Slim Shady LP rese celebre il suo autore non solo per la bravura, ma anche per la scorrettezza dei testi e per il ricorso al turpiloquio, che negli anni divennero dei veri e propri tratti distintivi dell’artista.

8. SOTTO A CHI TOCCA
Con questo disco Eminem inaugurò anche la lunga serie di citazioni di star dello spettacolo che riempiono le sue canzoni. Sempre in My Name Is, tanto per fare un esempio, si crucciava perché incapace di decidere “quale delle Spice Girls ingravidare”.

9. MAMMA MIA
Già in The Slim Shady LP Eminem sceglie come suo bersaglio privilegiato sua madre Debbie Mathers. Ancora una volta entra in gioco My Name Is, in cui il rapper sostiene: “Ho appena scoperto che mia madre si fa più di me”. La querelle tra i due è andata avanti per anni ed è culminata nel crudo brano Cleaning Out My Closet, in cui Eminem si sfoga di tutto quel che ha dovuto subire a causa di Debbie. Con Headlights, brano del recente The Marshall Mathers LP 2, però, l’incorreggibile Marshall ha deciso di scusarsi di tutte le cattiverie dette nelle sue canzoni.

10. ROMANTICONE
Eminem non è andato sul leggero nemmeno con l’oggi ex-moglie Kim. In 97′ Bonnie & Clyde, in cui riecheggia un’allegra presa in giro di Just The Two of Us di Will Smith, si immagina di uccidere la propria donna e di farsi aiutare dalla figlia piccola per occultare il cadavere. Come se non bastasse, durante la registrazione ha portato con sé la figlia Hailie in studio per inciderne la voce e includerla nel brano.

11. CHI È CAUSA DEL SUO MAL
Tutta questa “onestà” non è però rimasta senza conseguenze: con The Slim Shady LP si inaugura anche la lunga serie di cause per diffamazione che coinvolgeranno Eminem negli anni. Ad aprire le danze assieme all’ex compagno di scuola DeAngelo Bailey, è ovviamente la stessa signora Mathers, in quella che sarà una delle tante dispute legali tra madre e figlio. Ma quel disco costerà a Marshall anche una denuncia per utilizzo non autorizzato di un campionamento del brano Pigs Go Home di Ronald Stein.

12. VIDEO STAR
My Name Is è importante anche perché costituisce il prototipo dei videoclip di Eminem: buffi, irriverenti, colorati, con il protagonista alle prese con travestimenti grotteschi e situazioni paradossali. In questo caso lo vediamo nei panni, tra gli altri, di un conduttore televisivo, di un matto da manicomio, di un pupazzo da ventriloquo, di un esibizionista e di Marilyn Manson.

13. ANTIRAPPER
The Slim Shady LP mette in luce un altro tratto caratteristico di Eminem: mentre nell’hip hop una delle tematiche comune era (ed è tutt’oggi) l’autocelebrazione, lui non ha mai esitato a fare dell’autoironia, a svilirsi e a dipingersi come un debosciato.

14. IL CATTIVO INCONTRA IL MALVAGIO
Dall’album nacque un duo, formato assieme all’amico Royce da 5’9″. Eminem lo aveva voluto per un featuring in Bad Meets Evil: da qui il nome del gruppo, che negli anni ha prodotto alcuni singoli e, nel 2011, un EP intitolato Hell: The Sequel.

15. RICONOSCIMENTI
The Slim Shady LP  non fu solo un successo commerciale ma anche di critica: ai Grammy Awards del 1999 si accaparrò il premio per il “Miglior album rap”, mentre My Name Is si aggiudicò quello come “Miglior canzone rap solista”. Entrambi più che meritati!

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