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Esce oggi il nuovo disco di Jovanotti

E’ DI NUOVO QUI LA FESTA

Ieri (24 febbraio) Jovanotti ha presentato alla stampa il suo nuovo disco, in uscita oggi. Ora segna una netta svolta stilistica rispetto a Safari: Lorenzo si è buttato sull’elettronica e ha spiegato perchè.

“I grattaceli mi hanno sempre affascinato. Sono un simbolo di bellezza e innovazione, mi fanno pensare al futuro. E’ da quando mi sono trasferito a Milano che ammiro il Pirellone ed ecco perché ho scelto questa location per presentarvi il mio nuovo disco”. Lorenzo è entusiasta di Ora e ha scelto un posto entusiasmante per parlarne alla stampa. Siamo al 31esimo e ultimo piano dell’edificio che ospita la sede della Regione Lombardia. Sotto di noi, Milano.

Vestito e cravatta neri, camicia rossa (“sono elegante perché è un modo per rendere omaggio al lavoro fatto da tutti i miei collaboratori e all’importanza che questo album ha per me”), Jovanotti sceglie di parlare del suo nuovo disco proiettando una lunga serie di immagini su un maxischermo. Sono foto della famiglia, di amici, collaboratori, di musicisti famosi e altri meno, di viaggi, di luoghi fisici e non. Frammenti di vita, ognuno dei quali ha in qualche modo ispirato Ora. Come la foto che lo ritrae sudatissimo sul palco di un piccolo club di New York (“I concerti americani sono serviti molto per alimentare la fisicità del nuovo progetto”).

Dopo le 600.000 copie di Safari, la tentazione di ripetersi era forte. Addirittura erano già stati prenotati studi e musicisti in California. Poi Lorenzo ha ribaltato tutto. “Mi sono reso conto che volevo un disco con i suoni di oggi. Un disco talmente attuale che fra due anni sarà superato”. Da qui il titolo e la direzione elettronica di Ora – in alcuni casi ai limiti della techno – che il primo singolo, Tutto l’amore che ho, riassume perfettamente. “Cercavo il suono dei club metropolitani. Questo è un album fortemente urbano, ispirato dal cemento delle città, mentre Safari era molto più californiano, esotico se vogliamo”.

Jovanotti è stato influenzato da band come i Black Eyed Peas (“si chiamano come i fagioli che nascono in Toscana!”), da Lady Gaga e compagnia bella. “Non me ne frega niente se è bello o è brutto, questo è il sound che va forte oggi. La gente ha voglia di ballare”. Come dargli torto? “Del resto ad ogni periodo di recessione economica abbiamo trovato la risposta nel corpo, e quindi nel ballo. Per esempio con la crisi petrolifera di fine anni Settanta è esplosa la discomusic”.

Ci sono altre motivazioni che hanno spinto Lorenzo verso un disco “che fa ballare”. “A mia madre, che non è più tra noi, piacevano soprattutto i miei brani più allegri. Ho insistito in questa direzione anche per lei. E poi ogni volta che andavo in ospedale a trovarla, mi chiedevano di fare visita ad altri pazienti, una foto, un saluto. Il fatto che la mia presenza potesse portare serenità mi ha fatto venire voglia di sopravvalutare il mio lavoro. So che posso far stare meglio le persone con la mia musica, anche solo per 3 minuti, ed è una cosa meravigliosa. Per cui mi sono impegnato per fare in modo che questo possa accadere, mettendo nel disco tanta energia. E tanto amore”. Tutto l’amore che ha.

Daniele Salomone

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