Speciali

Freddie Mercury: i 10 video più belli del tributo di Wembley, per ricordarlo a 25 anni dalla morte

freddie-mercury-morte-wembley-anniversario

Il 24 novembre di venticinque anni fa, all’età di quarantacinque anni, Freddie Mercury si spegneva nella sua amata abitazione londinese, poche ore dopo aver reso noto al mondo di aver contratto l’AIDS. Pochi mesi dopo, il 20 aprile del 1992, allo stadio di Wembley i suoi compagni di una vita organizzarono il più grande tributo che la storia ricordi. Un evento epico, irriproducibile e che, in qualche modo, pose fine ad un’intera epoca. Vogliamo ricordare Freddie attraverso i dieci video più significativi di quella serata.

Queen/Elton John/Axl Rose, Bohemian Rhapsody
Una delle performance più toccanti della serata di Wembley resta senza dubbio la versione di Bohemian Rhapsody messa in piedi da una delle coppie più improbabili della storia del rock. Nonostante le accuse di omofobia, Axl idolatrava l’autore di Your Song e quell’abbraccio sulla coda del pezzo mette i brividi anche oggi.

Queen/George Michael, Somebody To Love
Considerata la performance per eccellenza di tutta la serata, la fedelissima versione di Somebody To Love dell’ex Wham elettrizzò a tal punto i fan dei Queen da scatenare un tam tam mediatico che durò anni. Come sarebbe stato Michael nel ruolo di Freddie? Nessuno può dirlo, ma di certo l’alchimia raggiunta su quel palco resta qualcosa di assolutamente metafisico.

Queen/Robert Plant, Crazy Little Thing Called Love
Agli esordi, i Queen vennero bollati come una misera copia dei Led Zeppelin. In realtà, la fonte d’ispirazione era dichiarata, così come l’amore di Freddie per la vocalità di Robert Plant. Se il biondo frontman a Wembley fallì la sfida con Innuendo, su Crazy Little Thing Called Love, un brano sicuramente più nelle sue corde, omaggiò il collega egregiamente.

Queen/Iommi/Daltrey, I Want It All
Gli Who, un’altra band cui i Queen vennero avvicinati nella prima parte della loro carriera e, senza dubbio, tra i gruppi di riferimento di Mercury e compagni. Introdotto dai riff epici di Heaven And Hell dei Black Sabbath e Pinball Wizard dei suoi Who, Daltrey entrò facendo roteare il microfono e intonando un brano che i Queen non avevano mai eseguito dal vivo.

Queen/James Hetfield, Stone Cold Crazy
Nel 1992, grazie al successo di un album meno intricato dei precedenti (ma non meno devastante), i Metallica erano una delle due o tre band più popolari al mondo. I musicisti americani, però, erano soprattutto dei grandissimi fan dei Queen, di cui avevano pubblicato la cover del brano che poi il loro frontman decise di cantare sul palco di Londra.

Queen/Ian Hunter/Mick Ronson/David Bowie, All The Young Dudes
Per chi scrive, il momento più alto della serata, nonché uno dei più significativi della storia della musica popolare. L’esecuzione del brano donato da Bowie ai Mott The Hoople di Hunter venne impreziosita dalla presenza di Mick Ronson, storico chitarrista di entrambi gli artisti e vera icona degli anni Settanta. Già malato, Ronson non salirà mai più su un palco.

Queen/David Bowie/Annie Lennox, Under Pressure
La presenza del Duca Bianco non poteva che portare all’esecuzione di uno dei brani più iconici tanto per lui quanto per i Queen. La scelta del partner cadde su Annie Lennox, all’apice della carriera solista, che regalò ai presenti un momento in grado di unire umorismo, commozione e sensualità: un mix che Freddie avrebbe adorato.

Queen/Slash/Joe Elliot, Tie Your Mother Down
I Def Leppard e i Guns N’ Roses erano da sempre tra i discepoli dichiarati della band inglese. Non stupì dunque nessuno la presenza di entrambi i gruppi alla commemorazione di Wembley, così come che la riproposizione di Tie Your Mother Down fosse tra le migliori dell’intera giornata.

U2, Until The End Of The World (in collegamento)
Invitati, ma impossibilitati per un tour che in quel momento li vedeva impegnati a Sacramento, gli U2 vollero comunque rendere omaggio via satellite ad un artista che, apparentemente, sembrava avere ben poco da spartire con la loro musica. Per i più romantici, quella dedicata a lui fu una delle versioni migliori della loro Until The End Of The World di tutto il tour, di certo una dimostrazione di classe assoluta.

Liza Minelli/Cast completo, We Are The Champions
Freddie non nascose mai il suo amore viscerale per la protagonista di Cabaret, tanto che uno dei suoi sogni non realizzati fu proprio quello di collaborare in qualche modo con lei. Forse per questo motivo, la conclusione dell’evento venne lasciato a Liza, che in modo tanto melodrammatico quanto sentito, rese omaggio al frontman con uno dei suoi brani più significativi.

Commenti

Commenti

Condivisioni