Speciali

Funeral For A Friend: Apocalisse a domicilio

Tornano a farci visita i Funeral For A Friend, una delle migliori realtà emo europee – i ragazzi sono gallesi, per l’esattezza -, alle prese con la presentazione del nuovo album.

Welcome Home Armageddon è il titolo poco rassicurante della quinta fatica della band, accasata ora per la Roadrunner, dopo gli esordi indipendenti su Ferret e una lunga parentesi con una major. La loro storia, partita da un sound hardcore e giunta in fretta a una letale miscela di melodie emocore e spunti pop, pare giunta a uno snood cruciale, almeno stando a sentire le parole del cantante Matthew Davies-Kreye: «Con questo album abbiamo davvero portato la nostra creatività a livelli mai raggiunti in precedenza. Ci siamo ricompattati dopo aver perso per strada Darran Smith, il nostro chitarrista, ma la sua scelta di andarsene ci ha convinti a tentare strade musicali inedite e così abbiamo deciso di esplorare ogni possibilità. Il cambiamento della line-up ci ha resi più uniti e ha riacceso la nostra passione, permettendoci di lavorare duramente al nuovo corso». Alla sei corde si è dunque installato Gavin Burrough, in precedenza bassista del gruppo, mentre il basso è passato nelle mani del nuovo ingresso Richartd Boucher, ex Hondo Maclean. Il punk rock semplice del nuovo singolo Sixteen ha dunque introdotto il lavoro sulla lunga distanza, che regala anche brillanti sfuriate emocore come Front Row Seats To the End Of The World e Owls (Are Watching). «Siamo proiettati verso il futuro con questi nuovi brani, che parlano di temi importanti come la necessità di venire a patti con ciò che si è e la voglia di non mollare mai. Queste canzoni vanno nella direzione che ho sempre sognato e sono molto fiero».

 

Commenti

Commenti

Condivisioni