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Gli Amanti il video La differenza in esclusiva su Onstage

Eccoci con un’altra grande esclusiva di Onstage: per voi intervista e nuovo video de Gli Amanti, La differenza.

Eccoci con un’altra grande esclusiva di Onstage: per voi il nuovo video de Gli AmantiLa differenza. Il brano è estratto dal loro Ep omonimo, un progetto fatto di canzoni semplici, «oneste e dirette che ruotano sull’argomento dell’amore: da quello di una vita a quello sentimentale a quello per una donna, un luogo, un momento o un oggetto; da quello fisico a quello sofferto, gioioso o solo masticato e sputato».

Leggi la nostra intervista a Gli Amanti, prima di guardare il loro nuovo videoLa differenza.

1 – Da quali esperienze nasce il progetto GliAmanti? Nasce da ogni tipo di esperienza, da quello che la memoria conserva ancora. Non deriva esclusivamente dalle precedenti esperienze artistiche di ognuno di noi. Questo progetto rappresenta un nuovo punto di partenza, ma è allo stesso tempo un punto di arrivo. Ogni componenete della band ha avuto percorsi musicali differenti che hanno trovato la giusta sintesi. Deriviamo dal rock, dal jazz e dal genere strettamente cantautorale. Per il resto ci sentiamo come soldati al termine di una battaglia, atleti al termine di una corsa o marinai erranti al termine di un lungo viaggio. Le esperienze che ci hanno portato fino alla creazione de Gli Amanti sono gioiose o a loro modo tragiche. Sono esperienze fatte di luoghi, facce, baci e pugni. Ci sentiamo come sopravvisuti narratori delle nostre vite o delle persone che ci sono entrate, per anni, per una notte o per un solo istante.

2 – Vi unisce la forte passione per la canzone d’autore: quali autori avete come riferimento? La canzone d’autore fa parte delle nostre radici ed è quella che i nostri genitori ci facevano ascoltare da bambini. Potremmo definirla come una “madre” che da subito riconosci e a cui sarai legato per sempre. È difficile stabilire degli autori di riferimento poiché provenienti da esperienze musicali differenti ma indubbiamente l’Italia può vantare artisti, poeti e parolieri  straordinari che nel tempo ci hanno ispirato e che continuano a farlo. C’è da dire che negli ultimi anni il nostro Paese è diventato scenario di un’entusiasmante leva cantautorale che si fa strada in particolare nel circuito indipendente e che porta con se voglia di esprimersi e speranza per chi fa musica, la stessa che riscontriamo nelle svariate realtà internazionali che caratterizzano quella che è la colonna sonora della nostra generazione.

3 – Cosa vuol dire parlare d’amore oggi? Viviamo uno dei periodi più difficili della storia del nostro paese, estremamente complesso, caratterizzato da un futuro sempre più incerto, dove l’unica soluzione è lottare ogni giorno e non arrendersi ma al contrario attivarsi. L’amore è la nostra arma migliore, quella che ci da forza, che ci rasserena nei momenti difficili e che ci permette di andare avanti. Spesso limitiamo questo sentimento riferendolo unicamente al rapporto fra due persone ma sappiamo bene che l’amore è ovunque, per qualsiasi cosa, a volte addirittura estremo e brutale, ed è per questo che si cerca di utilizzarlo come strumento per definire concetti molto più ampi e per analizzare le cose da un punto di vista intimo e personale, profondo e sincero. Tra le tante ci accomuna il fatto che siamo un po’ sfigati con l’amore e la parte del “brutale” è quella che conosciamo meglio…

4 – Da quali esigenze nasce un brano come La differenzaLa Differenza nasce da un impulso viscerale, pulsante e quasi scomodo. Se dovessimo cercare un punto di origine per questa canzone, lo troveremmo nella vena più nascosta del corpo o ne troveremmo traccia nello stomaco e nel fegato. E’ una canzone molto “fisica”. Ha un linguaggio semplice e diretto, ma forte. Questo proprio perchè non ha quasi avuto il tempo di essere filtrata attraverso la mente e la ragione. Riflette l’esigenza di urlare uno stato d’animo a brandelli e una condizione di non lucidità. Urlata a tratti e anche sussurrata, è il bisogno di esprimere un sentimento di brillante decadenza.

5 – Come è nata la sceneggiatura del video del vostro singolo? Abbiamo pensato che il brano necessitasse di spazi grandi, sconfinati, che definissero a pieno la grandezza di un sentimento.  La corsa è quella di un’amante, sempre in continuo movimento, che a volte cade ma non perde tempo e trova subito la forza per rialzarsi e continuare a correre. Non c’è uno storyboard marcato poichè il nostro intento era appunto quello di lasciare allo spettatore la facoltà di farsi trasportare dalle emozioni e di intendere il tutto in base al proprio vissuto. Ovviamente questa è la spiegazione più logica ma è tutta una scusa… la verità è che siamo partiti da un’idea e poi abbiamo fatto tutto a caso e senza cognizione di causa!

6 – In un momento in cui la Puglia sembra essere la culla di una nuova realtà musicale, quali elementi della vostra terra vi portate in questo progetto? La Puglia si sta dimostrando molto sensibile alle proprie realtà artistiche e negli ultimi anni ha saputo dar spazio ad interessanti novità musicali. Noi non possiamo che portare tutto della nostra terra. Crediamo che esista un po’ una sorta di geografia musicale. Ad esempio, guardando all’estero, si riesce a capire dal sound se una band è di Manchester o di Londra, nonostante siano città della stessa nazione. La nostra musica ha tante sfumature e tanti colori, proprio come la nostra terra. Nelle nostre canzoni inevitabilmente ci finisce la spontaneità e la luminosità della Puglia. Quel senso di ampiezza che un paesaggio suggestivo può regalare e l’impressione di avere tutti i sensi pervasi. Vogliamo comunque avvisare tutta gente di Milano che veniamo in pace. In questa città ci siamo incontrati quasi casualmente ed è diventata il nostro quartier generale a cui ormai siamo profondamente affezionati e legati. Milano ci ha dato nuove e importanti sensazioni e nuovi strumenti che hanno arricchito i colori che utilizziamo per “dipingere” le nostre canzoni. Quindi un gemellaggio artistico. Se non dovesse andarci bene con la musica, potremmo diventare diplomatici…o ambasciatori!

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