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I 5 migliori remix del 2014

5 migliori remix dance del 2014

Il 2015 è alle porte e come sempre accade in questo periodo dell’anno è tempo di bilanci. Dodici mesi di produzioni dance che hanno scandito il ritmo di settimane, stagioni e in alcuni casi di un intero anno solare. Ma a entrare nella nostra testa non sono state sempre le versioni originali: senza un buon remix, certe tracce avrebbero avuto molta meno fortuna e sarebbero finite nel dimenticatoio in fretta. Qualche pezzo non avrebbe varcato il confine della nicchia (rimanendo quindi a uso esclusivo degli appassionati) e alcune melodie non avrebbero raggiunto il mondo dei club – un amplificatore di importanza fondamentale nella cultura moderna. È anche capitato che canzoni appartenenti al passato venissero rispolverate e riportate in vita attraverso rielaborazioni indovinate. Questi – secondo noi – sono i 5 remix più riusciti del 2014.

Tensnake – Love Sublime (Duke Dumont Remix)
In tutte le produzioni di Tensnake risaltano chiare le influenze Disco e Soul che hanno plasmato il percorso artistico del dj tedesco fin dalla tenera età. Il 2014 è stato l’anno del suo album d’esordio (Glow), che conteneva la splendida Love Sublime (voce di Fiora e chitarre di Nile Rodgers). Duke Dumont – reduce da una notevole striscia di singoli di successo – rivisita il pezzo in chiave house, aggiungendo un bel po’ di energia senza snaturare l’attitudine funk dell’originale.

Lily Wood & The Prick – Prayer In C (Robin Schulz Remix)
Dovete sapere che Prayer In C – il pezzo che volontariamente o meno vi siete ritrovati a fischiettare per tutta l’estate e che continuate a canticchiare senza sosta – è un brano che risale a ben quattro anni fa. I Lily Wood & The Prick (duo con base a Parigi) stanno ancora pensando a come ringraziare Robin Schulz, che con assurda semplicità ha trasformato la loro ninna nanna del 2010 in un attualissimo inno tutto da ballare.

Pharrell feat. Jay-Z – Frontin’ (Disclosure Reowrk)
Piuttosto che concentrarsi su una delle tracce incluse nel recente G I R L, i terribili fratellini Lawrence hanno deciso di riportare in auge un singolo di più di 10 anni fa, quando Pharrell Williams era un N.E.R.D. e si concentrava sulle produzioni di stampo hip-hop. Frontin’ (già di suo un pezzo splendido, cosa che automaticamente fa salire il rischio di eventuali rielaborazioni) subisce il fine trattamento house dei Disclosure, che a quanto pare non riescono a sbagliare un colpo nemmeno se si impegnano.

Stevie Wonder – Superstition (C2C Remix)
Se decidi di mettere le mani su Superstition i casi sono due: o sei matto oppure ci credi tantissimo. Certo, quando a tentare l’impossibile è un quartetto di maestri di turntablism le probabilità di successo si alzano: ma il risultato di questo remix va ben oltre l’immaginabile. La crew di dj francesi attualizza un classico di Stevie Wonder senza porsi veri limiti in quanto a suoni utilizzati o vezzeggiamenti a base di scratch, ma con un rispetto per la dinamica dell’originale che ha dell’incredibile. Nel nome del funk.

Moderat – Bad Kingdom (Dj Koze Remix)
Un anno fa i Moderat (acronimo che sta per Modeselektor + Apparat) si guadagnarono gli elogi di pubblico e critica con il loro secondo disco II. A maggio venne il momento dei remix: il vinile che ospitava i remix di Bad Kingdom a opera di Robag Wruhme e Dj Koze divenne fin da subito un’arma obbligatoria nelle scalette di praticamente tutti i dj del pianeta. Sono entrambi dei capolavori, ma il lavoro di Koze possiede un impatto sonoro difficilmente eguagliabile.

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