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I cinque momenti più importanti nella carriera di Joe Cocker

Joe Cocker

È morto Joe Cocker. Aveva 70 anni e da tempo combatteva contro un cancro ai polmoni. Cresciuto a Sheffield negli anni Quaranta (è del 1944), Joe ha conosciuto la fama dopo aver cantato With a Little Help From My Friends dei Beatles a Woodstock, nel 1969 – esibizione rimasta scolpita nella storia della musica – e aver pubblicato l’album Mad Dogs & Englishmen (nel 1970), che conteneva le sue interpretazioni di classici del rock e del folk originariamente composti da Rolling Stones, Bob Dylan, Leonard Cohen, Ray Charles e molti altri. Intorno alla metà degli anni Settanta ha conosciuto il punto più basso della sua parabola: la pericolosa attrazione per il consumo di droghe e alcol non ha certo aiutato la sua carriera. Tornerà alla ribalta nel decennio successivo, grazie a una serie di hit scritte per le colonne sonore di importanti film. La sua è stata la classica vita della star, ricca di storie e leggende, ma di lui resta e resterà quella grande, inconfondibile voce, roca, sporca e carica di emozione. Una voce capace di cantare il rock e il soul meglio di qualunque altro vocalist bianco. Il sito di NME ha selezionato cinque canzoni che rappresentano altrettanti momenti importanti nella carriera di Mr Cocker. Rest in peace, Joe.

L’ESPLOSIONE DI WOODSTOCK: WITH A LITTLE HELP FROM MY FRIENDS

Dopo un inizio di carriera poco gratificante in termini di posizioni in classifica, Cocker ottiene la sua prima numero 1 con la cover di With A Little Help From My Friends dei Beatles, nel 1968 (alla chitarra c’era un certo Jimmy Page). Leggenda narra che i Fab Four mandarono un telegramma per congratularsi con lui, mentre Paul McCartney dirà in seguito che quella di Joe era «chiaramente la versione definitiva della canzone». Una consacrazione migliore di questa non ci sarebbe potuta essere. L’interpretazione sul palco di Woodstock, l’anno successivo, gli consentirà di esplodere anche gli Stati Uniti.

LA FAVORITA DI TUPAC: WOMAN TO WOMAN

Anche se il titolo di questa canzone non vi dice granché, riconoscerete all’istante l’intro di Woman To Woman. Il pezzo, uscito nel 1972, diventerà un sample di riferimento per i produttori rap e hip-hop: la parte di piano è stata campionata in brani di artisti come Kool Keith’s, EPMD e più tardi Moby, ma il più celebre resta California Love di Tupac e Dr Dre.

LA PARODIA DI JOHN BELUSHI: FEELIN’ ALRIGHT

Il grande John Belushi era una fan di Joe Cocker. L’imitazione della inconfondibile voce dell’artista inglese ha aiutato il comico a farsi un nome e ottenere ingaggi importanti come quello al popolare show TV Saturday Night Live. Al secondo anno di partecipazione al SNL, Belushi ha anche l’occasione di duettare con Cocker, vestiti nello stesso modo, sulle note di Feeling’ Alright. «L’ho sempre trovata una cosa divertente», commenterà in seguito Joe, «ma dovete pensare che ero piuttosto un relitto in quel periodo. Pensavo che vocalmente avesse fatto un grande lavoro».

IL SUO PIÙ GRANDE SUCCESSO IN AMERICA: UP WHERE WE BELONG

Composto per la scena finale di Ufficiale e gentiluomo, pellicola del 1982, il duetto di Cocker con Jennifer Warnes ha dato loro un disco di platino, ma soprattutto un Oscar, un Grammy e un Golden Globe. Riconoscimenti niente male, ma il più importante traguardo quella canzone lo ha raggiunto consegnando definitivamente Joe alla cultura popolare americana. La riprova è la parodia apparsa in un episodio dei Simpson, quando Homer porta Marge fuori dalla Centrale nella quale lavora e dichiara «sto andando sul sedile posteriore della mia macchina con la donna che amo, e non tornerò prima di 10 minuti», citazione del testo di Up Where We Belong.

L’INNO DEFINITIVO DELLO STRIP-TEASE: YOU CAN LEAVE YOUR HAT ON

La seconda super hit anni Ottanta cantata per un film arriva nel 1986 con 9 settimane e ½. È indubbio che al successo della canzone abbia enormemente giovato il fatto di essere abbinata alla scena dello strip-tease di Kim Basinger nella stanza con Mickey Rourke – scena tra le più celebri del cinema americano. La canzone era stata originariamente scritta da Randy Newman ed è stata successivamente interpretata anche da Tom Jones per The Full Monty, ma è la versione di Joe Cocker ad essere passata alla storia, grazie a quel tocco di eleganza e seduzione che l’hanno trasformata in un vero e proprio inno.

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