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Il meglio e il peggio dei Grammy Awards 2015

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Come ogni anno i premi più importanti della musica mondiale sono stati l’occasione per esibizioni di grandi artisti. Ecco tutto il meglio e il peggio dei Grammy Awards 2015.

La cerimonia dei Grammy Awards non è solo la serata di premiazione degli artisti che hanno dato un significativo contributo alla musica dell’anno passato, ma anche l’occasione per assistere a uno show che unisce diversi musicisti, cantanti e band che sfruttano il palco di Los Angeles per lanciare il proprio nuovo singolo o album.

Soprattutto, però, i Grammy sono un grande evento per celebrare il music business. Ed è quello che è successo anche in questo 2015, con siparietti più o meno divertenti ed esibizioni di grandi star che sono state molto convincenti o, in altri casi, decisamente non riuscite.

Grande protagonista della serata in questo senso è stato Kanye West, con due esibizioni (una con il suo singolo Only One e l’altra insieme a Rihanna e Paul McCartney per FourFiveSeconds della cantante delle Barbados) e un fuori programma sul palco durante la premiazione di Beck (scopri tutti i vincitori).

Kanye West “bullo” anche contro Beck
Non è nuovo a gesti clamorosi (resta memorabile la sua protesta contro Taylor Swift ai VMA 2009, quando la reginetta del country soffiò il premio come miglior video a Beyoncé) e anche a questi Grammy Awards 2015 Kanye West non ha voluto smentirsi. Il rapper, dopo la proclamazione della vittoria di Beck proprio su Beyoncé per Album of the Year, è salito sul palco, salvo poi girarsi con un sorriso e tornare indietro. A tutti è tornato in mente il gesto del 2009 e lo stesso Beck, con molto spirito, ha invitato West a tornare sul palco, mentre Jay Z, marito di Beyoncé, non era esattamente convinto di quanto stesse accadendo.

Hozier e Annie Lennox
Il giovane cantautore irlandese ha cantato la sua hit Take Me to Church insieme a Annie Lennox. Si è trattato di uno dei migliori momenti della serata (se non il migliore in assoluto), impreziosito anche da un mash-up con Put A Spell On You.

Gli AC/DC in slow motion
Non resterà tra le performance più memorabili dei Grammy (e nemmeno degli stessi AC/DC) questa versione di Rock or Bust che la band australiana ha proposto. Per non parlare di una Highway to Hell che non avevamo mai sentito così lenta. Sembrano i lontani parenti del gruppo che ha sempre convinto tutto il mondo con i suoi live. In attesa di vederli in Italia in estate, speriamo che riacquistino lo smalto perso.

Beck e Chris Martin
La sorpresa della serata (ossia Beck) ha cantato una delle migliori canzoni del suo album Morning Phase con Chris Martin dei Coldplay. E ne è uscito un duetto davvero emozionante.

Madonna con le corna
Madge è tornata per presentare il singolo Living For Love del nuovo album Rebel Heart e ha mostrato a tutti (e soprattutto a tutte le colleghe e imitatrici) che ci può essere un solo originale. Che poi lo faccia (s)vestita da torera alla sua non più verde età lascia quantomeno perplessi, ma l’effetto è stato ottenuto.

Lo sguardo di Pharrell Williams mentre Taylor Swift balla
Semplicemente impagabile.

L’autotune di Kanye West
Semplicemente imbarazzante.

Beyoncé
Nonostante non abbia vinto (come da pronostici) il premio come Album of the Year, Beyoncé ha dimostrato che non ha più nulla da dimostrare. Il suo gospel angelico ha stregato tutti. Promossa.

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