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A Milano arriva la mostra sul tatuaggio siberiano

Nello spazio Kolima, factory di cultura contemporanea di Nicolai Lilin, complesso dei Frigoriferi Milanesi arriva una mostra molto particolare, dedicata al tatuaggio siberiano.

Il suo romanzo d’esordio, Educazione siberiana, è stato un vero e proprio caso letterario e ha catapultato il nome di Nicolai Lilin all’attenzione del pubblico soprattutto italiano. L’autore, infatti, da ani vive e risiede proprio nel nostro paese, dopo essere fuggito dalla natia Transnistria (ora ufficialmente parte della Repubblica di Moldavia), un piccolo stato nell’ex Unione Sovietica. Un’educazione che ha visto il Nostro confrontarsi con asprezze inimmaginabili per un bambino occidentale oltre che con violenza, povertà e… tatuaggi. La via di fuga di Lilin, difatti, è la passione per l’arte e il talento per il disegno che gli consentiranno – dopo molte altre prove durissime come il servizio militare raccontato nel secondo capitolo, Caduta libera – di diventare un maestro tatuatore. Dal 10 marzo al 17 aprile, dunque, sarà possibile vedere di persona le opere esposte in un ordine cronologico. Un viaggio per immagini che parte dall’antico Egitto, attraversa la Grecia e approda alla Russia: il tatuaggio siberiano si delinea come “filo decodificatore di segni legati alla magia, all’occultismo, al paganesimo, alla teosofia, al cristianesimo”. La mostra si compone di disegni, stampe su tela, materiali fotografici e audio-video e vanta collaborazioni di Lilin con Andrea Chisesi e Mauro Trucano. Per maggiori informazioni: www.kolima.it

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