Interviste Speciali

MTV Days 2011: J-Ax per Onstage Magazine

E’ uscito il 10 giugno il nuovo singolo di J-Ax, Domenica da coma. Giusto in tempo per gli MTV Days e la stagione estiva, di cui il pezzo sarà protagonista assoluto. Scommettiamo? Pochi giorni dopo la pubblicazione del brano, che anticipa il nuovo album del rap’n’roller milanese (Musica da rabbia, atteso per il 30 agosto), Ax ci ha raccontato dove e come è nato questo inno anticonformista.

Lo sai che hai scritto il tormento dell’estate 2011?

Mi sto toccando le palle! A me interessa che piaccia alla mia gente, che sia apprezzato in giro da più persone possibile, ma non voglio che diventi il tormentone. Preferisco volare sotto il radar in certe situazioni. Lasciamo che i tormentoni li faccia Shakira.

Ok, ma Domenica da coma può raggiungere un pubblico più ampio rispetto ai tuoi singoli del recente passato?

Secondo me tutti i miei singoli avevano questa potenzialità. Molto dipende da come reagiscono i media. Quelli che passano il rap americano o il rock mettono anche i miei dischi, poi ci sono le radio che mandano solo classici, tipo Bublè o quella roba li, e magari uno come J-Ax viene lasciato da parte. Premesso che ogni network può fare quello che vuole del proprio palinsesto, se anche questi media passassero la mia roba, arriverei a più gente. Purtroppo c’è una spaccatura culturale nella radiofonia italiana. I media che parlano ad un certo target, magari meno “giovane”, non mettono i miei dischi.

Cosa ti pesa maggiormente della “domenica da coma?” Gli zombie in centro o in Chiesa con la pelliccia oppure il fatto che non si può più rimandare quello che si deve fare?

Ho scritto il pezzo pensando a quanto odiassi la domenica prima di fare questo mestiere. Ora fortunatamente sono padrone di me stesso, sono libero da alcune regole a cui molti devono invece sottostare. Sono tornato con la memoria a quando studiavo e poi lavoravo. Com’è impostato oggi il lavoro, con la routine delle 8 ore per 5 giorni a settimana (quando non molto di più), è schiavitù. Le risorse del pianeta ci consentirebbero di lavorare meno e meglio. E’ la prigione del capitalismo. E’ come tutte le prigioni, c’è un’ora d’aria che dovrebbe mettere tutto a posto: la domenica. Io non ho mai sopportato questa cosa.

Chi sono i “bastardi” a cui non dobbiamo regalare la nostra vita?

Quando ho scritto questi versi, oltre alla mia esperienza, ho pensato a tutte le persone che lavorano come muli, pagano le tasse, sono regolari ma non gli avanza mai niente, gente che è sempre tirata in termini di soldi ma soprattutto di tempo, nonostante si faccia un mazzo così. I bastardi sono quelli che si approfittano di questa situazione, che la sfruttano per arricchirsi. Bisognerebbe cominciare a sfasciare tutte le convenzioni che permettono a pochi di chiudere molti dentro una prigione. Gesù avrebbe buttato fuori dalle chiese le signore che assistono alle funzioni tutte impellicciate e ingioiellate.

Il conformismo trova in noi dei complici?

Assolutamente si. Ad esempio è incredibile che in un paese come il nostro ci sia ancora un mese in cui l’economia si ferma quasi completamente. La pausa di agosto, in un momento di crisi come questo, è assurda. Non esiste da nessun’altra parte al mondo. Io vivo a Chinatown (la zona di via Paolo Sarpi a Milano, nda) e i cinesi mica si fermano ad agosto, tengono aperti i negozi per tutto il mese. Da noi chiude addirittura il Parlamento! Ma ci rendiamo conto? Quando sento che i lavori parlamentari riprenderanno dopo la pausa estiva mi viene voglia di tirare le testate contro il muro.

Che reazioni hai notato dopo aver pubblicato Domenica da coma?

Un sacco di gente mi ha detto “Che figata, finalmente uno che dice ‘sta cosa”. Però il problema sono gli altri, quella gran parte degli italiani che nelle “domeniche da coma” ci sguazza. Con la panza piena, sonnecchiando davanti alla tv per poi andare in centro a far sfilare le fidanzate vestite come troie. Gli piace proprio, come penso che a molti italiani piaccia fare le ferie tutti accatastati uno sull’altro, negli stessi posti, al doppio del prezzo normale. Con il risultato che le nuove generazioni, quelle che hanno capito come gira, vanno all’estero. Andare un mese in Thailandia cosa meno che una settimana a Riccione. Ma la nostra economia ne risente. E’ un gatto che si morde la coda.

Amiamo poco i cambiamenti.

Proprio li ostacoliamo. E finché continueranno a comandare “le vecchie” sopra i cinquant’anni, le cose non cambieranno mai. La stessa cosa vale anche per la radio e la tv. Sembra che senza il gradimento delle “vecchie” non possa funzionare niente.

Domenica da coma è nelle corde di J-Ax in termini di testo, ma i sintetizzatori dance un pochino sorprendono. Sarà così anche il disco?

Ho unito italo-disco e rock, e questo credo sia qualcosa dal sapore piuttosto inedito. A me piace recuperare la musica che chiamo “da autoscontri”. E’ quella musica che i puristi di ogni genere schifano. Ascolto la dance figa che viene da Chicago ma anche la disco italiana che faceva Ramirez, mi piacciano i gruppi come i Queens Of The Stoneage ma anche i Bon Jovi. Il disco seguirà questa direzione. E’ un pò quello che ho fatto con Deca Dance e Rap’n’Roll, solo con molta più qualità.

E’ il tuo lavoro migliore come solista?

Questo lo dirà il pubblico. Ogni disco per me è il più bello, poi a seconda di come reagisce la gente io mi innamoro o detesto un mio album. Amo i dischi che migliorano la mia vita, odio quelli che la peggiorano. Posso dire questo lavoro è sicuramente il più ricco in termini di sound. Credo sia normale impiegare del tempo prima di trovare la perfetta quadratura del cerchio. Per arrivarci abbiamo anche speso di più, sono persino andato a New York per finalizzare l’album. Ma questo conta poco, l’importante è come la musica arriva al pubblico.

Sei uno dei protagonisti degli MTV Days 2011. Cosa ne pensi di questo nuovo format che segue il modello delle music conference?

Io sono sempre stato un sostenitore degli eventi di MTV, anche quando duravano solo un giorno. Ho partecipato volentieri a molte edizioni in passato e a maggior ragione quest’anno, visto che oltre a suonare partecipo ad una conferenza sulla musica nelle piattaforme digitali. Mi sembra un format molto interessante, in Italia abbiamo bisogno di questo genere di cose, in cui la musica sia il centro di un universo pieno di tanti pianeti.

Che set porterai sul palco di Piazza Castello?

Innanzitutto suonerò più che in passato. Di solito MTV mi dava 20, 25 minuti, mentre quest’anno ne ho a disposizione quaranta. E quindi ho pensato ad uno spettacolo ad hoc. Suonerò Domenica da coma e poi tutti i miei successi. Sono molto carico, anche perché questo live è un antipasto del tour che comincerà a settembre dopo l’uscita del disco. Quanto agli MTV Days, spero solo una cosa.

Cosa?

«Bisognerebbe sfasciare le convenzioni che permettono a pochi di chiudere molti dentro una prigione. Gesù avrebbe buttato fuori dalle chiese le signore che assistono alle funzioni tutte impellicciate»

«Ho unito italo-disco e rock, e questo credo sia qualcosa dal sapore piuttosto inedito. A me piace recuperare la musica che chiamo “da autoscontri”. E’ quella musica che i puristi di ogni genere schifano»

 

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