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10 band che piacerebbero oggi al cinquantenne Kurt Cobain

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Corre voce che quel maledetto giorno di aprile del 1994 Courtney Love abbia ritrovato sul piatto dell’impianto stereo di casa Automatic For The People dei R.E.M.. Fu l’ultimo album ascoltato da Kurt Cobain prima del fatidico colpo di fucile.

Kurt adorava i R.E.M., al punto che pare fosse in programma l’incisione di un disco acustico insieme a Michael Stipe. Conosciamo anche altri dettagli sulle sue passioni musicali, ed è opportuno aprire la lunga (e piuttosto eclettica) lista con i Beatles, magari sottolineando l’intuibile preferenza per Lennon (associata a un altrettanto logico disinteresse per la scrittura di McCartney). L’elenco prosegue con Queen, Led Zeppelin e Black Sabbath. E poi il punk, naturalmente: dai Clash ai Sex Pistols, dai Black Flag ai Bad Brains. Non dimentichiamoci inoltre dei Pixies, che Cobain aveva confessato di scopiazzare senza vergogna, o delle sue note infatuazioni per Melvins e Sonic Youth. Fin qui tutto scorre. A complicare le cose subentrano nomi come Kiss, Aerosmith e AC/DC – che a ben vedere non stonerebbero nella categoria di band tutte festa-sesso-amore tanto odiate dalla cricca grunge. E che dire di Fleetwood Mac e Electric Light Orchestra, gruppi con una spiccata inclinazione pop?

Considerando tutti gli aneddoti a disposizione la tabella potrebbe diventare ancora più intricata e gli indizi sempre meno chiari: il leader dei Nirvana aveva una testa tutta sua, e di conseguenza era attratto da artisti e stili musicali molto distanti tra di loro. Ma siccome mi piace farmi del male, oggi provo a rispondere a una domanda quasi folle: che cosa ascolterebbe oggi, a 50 anni, Kurt Cobain?

1. Foo Fighters
Sono decollato senza la minima idea di quale landa desolata possano toccare i miei piedi una volta a terra, quindi concedetemi un atterraggio morbido. Il link è evidente, scontato. Percepisco i vostri “Vabbè, grazie tante” in coro. E credo anche che sia sbagliato considerare i Foo Fighters come il “naturale proseguimento” dei Nirvana. Ma aggirando la spinosa questione “Quanto sarebbero girate le palle a Kurt Cobain se fosse ancora tra di noi e avesse dovuto testimoniare lo strepitoso successo del suo batterista?”, penso che le affinità genetiche tra le due band siano semplicemente troppo forti per essere ignorate. Ascoltate brani come All My Life oppure I’ll Stick Around: confesso di avere più volte messo in pratica il malsano esercizio di immaginarmeli cantati da Kurt. E adoro immaginare che pezzi come questi (ma sono solo due esempi, ce ne sono quanti ne volete) finiscano di quando in quando nel suo stereo lassù, accompagnati da espressioni di stima.

2. The White Stripes
Qualcosa mi dice che il metodo punk applicato al blues di Meg e Jack White sarebbe andato particolarmente a genio a Kurt. D’altra parte la sua interpretazione di Where Did You Sleep Last Night di Leadbelly nello storico Unplugged di New York (ma anche in molti altri live precedenti) rivela la sua passione per il blues e in qualche modo si avvicina al suddetto metodo, specialmente quando Kurt mette a dura prova le sue corde vocali urlando a squarciagola l’ultima strofa della canzone.

3. Weezer
Sono convinto che oltre a riferimenti musicali molto simili (Pixies, Beatles, Sonic Youth e Kiss), le personalità di Rivers Cuomo e Kurt Cobain condividano un tratto importante: l’emotività. La differenza sostanziale sta nel modo in cui la esprimono. Cobain incarna la quintessenza dell’eroe maledetto privo del benché minimo equilibrio, che alterna rabbia a ironia, alti a bassi, momenti di delirio festante a lunghi esili solitari. Cuomo è invece il nerd passionale cresciuto a fumetti e Dungeons & Dragons, segue una dieta vegetariana da una vita, ha dichiarato di essersi astenuto dal sesso per due anni fino al giorno in cui ha sposato l’attuale moglie e insegna meditazione (oltre a scrivere delle bellissime serenate power-pop). Il mio unico dubbio riguarda il peso che avrebbe avuto la marcata influenza dei Beach Boys nel giudizio di Kurt sulla musica dei Weezer, ma mi piace pensare che non sarebbe stato un ostacolo insormontabile.

4. Queens Of The Stone Age
Qui potrei ricevere la seconda ammonizione per “collegamenti scontati”, dal momento che Josh Homme conosceva i Nirvana e ha perfino dedicato una canzone a Dave e Krist dopo la scomparsa di Kurt (Day One, una delle ghost-track incluse nell’ultimo disco dei Kyuss, la sua band pre-QOTSA). Ma suppongo che il carisma di Homme avrebbe fatto breccia nella sensibilità di Cobain, e l’ostentata ripetizione dei riff che scimmiotta la musica elettronica traslandola in ambito rock – uno dei tanti pregi stilistici dei Queens Of The Stone Age – avrebbe incontrato l’approvazione di Kurt.

5. The Shins
Con l’album capolavoro Oh, Inverted World del 2001 hanno rinverdito l’immagine della Sub Pop Records, la storica etichetta di Seattle che stampò Bleach e divenne il megafono principale della scena grunge per poi eclissarsi (fino appunto all’avvento dei Shins). Aldilà di ciò, alla compagine di James Mercer è attribuito il merito di avere colto l’essenza del pop/rock anni ’60 riproponendola con un linguaggio moderno, così da renderla più digeribile anche per le nuove generazioni. Kurt avrebbe senza dubbio lodato entrambe le imprese.

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