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Quali storie si nascondono dietro le canzoni di Dylan? Eccole, da Like A Rolling Stone a Mr.Tamburine Man

Subterranean Home Sick Blues (1965) fu ispirata da una novella di Jack Kerouac, The Subterraneans,  che narrava storie di uomini perdenti, allo sbando.

La storica Mr. Tambourine Man (1965) non è altro che uno slang in voga negli anni ’60, usato per chiamare gli spacciatori di droga, Dylan narra di averla scritta sotto effetto di hashish.

Nata come colonna sonora per il film Pat Garrett And Billy The Kid, Knockin’ On Heaven’s Door (1973), prende spunto dai protagonisti del lungometraggio al quale lo stesso cantautore partecipò con un cameo.

Di  The Times They Are A Changin (1964)  Bob Dylan disse « Volevo scrivere una grande canzone, un tipo di canzone con un tema ben delineato, con brevi strofe concise che si intersecassero le une alle altre in modo ipnotico … sapevo esattamente cosa volevo dire e perché » .

Blowin’ In The Wind (1963) sembrava essere un allarme dell’artista verso i fan che l’avevano innalzato a icona, ma anche un modo per ricordare a tutti noi di non perdere la capacità di mettere in discussione tutto ciò che ci circonda.

“Ci sono molti qui tra noi che sentono che la vita non è altro che uno scherzo”, canta Dylan in All Along The Watchtower (1967) dove ogni cosa è tutto, ma finisce per essere inutile.

Chiudiamo questa breve carrellata con la più emblematica tra le canzoni del cantautore, Like A Rolling Stone’ (1965). In parte ispirata da Edie Sedgwick, musa di Warhol nonché compagna del cantante per un breve periodo della sua vita. Questa relazione causo attriti da Dylan e il mondo di Warhol alla quale la modella era fortemente legata sia mentalmente che chimicamente.

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