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Cosa aspettarsi dal nuovo album di Ligabue

Ligabue nuovo album

Ligabue è pronto a pubblicare il suo nuovo album, Mondovisione. Pochi giorni prima dell’uscita ufficiale, ci siamo chiesti cosa ci sia da aspettarsi dalla decima fatica in studio dell’artista emiliano. (foto tratta dal profilo Facebook di Ligabue)

L’attesa è quasi finita. Mondovisione, il nuovo album di Ligabue, esce il 26 novembre 2013. A differenza di quanto fatto in passato, il rocker di Correggio questa volta si è divertito a dare ai fan pezzi di puzzle prima della pubblicazione del suo decimo lavoro in studio. Ha iniziato con l’annuncio via social network dell’uscita del disco a fine anno, poi sono arrivate le foto dalla sala di registrazione, i titoli delle canzoni e alla fine persino un libro con tutti i testi. Un modo per stare vicino alla sua gente, che magari qualcuno (particolarmente sensibile al Liga) potrebbe aver anche letto come sadico strumento di tortura. Fatto sta che con tutti questi indizi ogni fan avrà già ascoltato nella propria testa il suo Mondovisione. Ma a prescindere dalle speranze dei fan e adottando un punto di vista il più possibile “neutrale”, che cosa è lecito aspettarsi dal nuovo album di Ligabue? Proviamo a rispondere a questa domanda.

PRIMO POSTO
Parrà una considerazione scontata e quasi banale, ma non lo è. La fama, il successo e l’amore del pubblico non si mantengono per diritto acquisito. Si devono conquistare disco dopo disco, concerto dopo concerto. Ancor più oggi che il mercato digitale e Internet hanno spazzato via il supporto fisico. E la condanna dei big è proprio quella di dover ottenere sempre il massimo (e le case discografiche questo si aspettano e pretendono). Il Liga, per quanto sia ormai quasi un monumento nazionale, non fa eccezione. Alcuni suoi lavori potranno anche essere piaciuti di più o di meno in base ai gusti di ciascuno, ma lui non si siede mai e assicura sempre il massimo impegno. E non è un caso che i suoi fan non siano solo gli stessi di 20 anni fa, ma anche tanti giovanissimi che ha conquistato tra le nuove generazioni.

IMMAGINI VS NARRAZIONE
A proposito di nuovo, Ligabue è stato spesso accusato dai detrattori di scrivere sempre la stessa canzone. Vero o non vero (e posto che non sarebbe comunque da tutti riuscire a restare al primo posto delle classifiche per vent’anni ripetendo una cosa identica alla precedente), l’impressione è che Mondovisione possa segnare davvero un nuovo capitolo per il rocker. Basta prendere il primo singolo estratto: Il sale della terra ha sonorità finora pressoché inedite nella musica del Liga e anche il testo sembra concentrarsi su emozioni e immagini rispetto alla narrazione di ieri. Luciano è anche un regista: facendo un paragone si potrebbe dire che al posto di utilizzare la macchina da presa per lunghe sequenze di vita quotidiana, come aveva di solito fatto finora, abbia deciso di incollare insieme tante fotografie per dare la sensazione di un mondo spezzettato e nel quale ciascuno pensa a se stesso.

IL SOLITO CORAGGIO
È evidente che, per quanto sia vero che un artista, come detto, non possa continuare a scrivere la stessa cosa per anni, un tale cambio di stile è comunque il segnale preciso di chi non vuole sedere sugli allori. E di conseguenza una grande scommessa. Poi certo è lecito immaginarsi qualche ballatona rock con buoni sentimenti rassicuranti, ma la crisi di Ligabue (non nel senso che il Liga sia in crisi, ma perché Mondovisione è il suo primo album su un Paese in piena recessione economica) rappresenta nei testi un’Italia dove è sempre più duro vivere con dignità. Se è vero che si vuole sempre affibbiare ai cantautori un ruolo sociale, il Liga non si sottrae da responsabilità che in realtà non gli apparterrebbero. E lo fa con il solito coraggio e con il suo scrivere genuino.

LA PROVA DEL LIVE
Sappiamo che ci sarà un tour negli stadi, ma non come suoneranno le nuove canzoni dal vivo. E non è mai detto che gli arrangiamenti restino invariati. Ligabue è sempre molto attento ai suoi spettacoli, consapevole che è la prova del live a segnare il destino dei musicisti. Anche di quelli più affermati. Le vendite dei dischi, tra pirateria e online, sono calate per tutti e oggi sono i concerti ad assicurare agli artisti, al loro entourage e alle case discografiche i guadagni. Questo non significa che il Liga canti per soldi, ma è pur vero che bisogna campare. E che più è importante un cantante, più sono le persone coinvolte dal successo di un singolo artista: tecnici, musicisti, organizzatori. Soprattutto però ci sono migliaia di fan da non deludere. Per di più Luciano ha dimostrato una volta di più negli ultimi show all’Arena di Verona che non si accontenta di cantare (come molti altri fanno) solo i grandi successi, ma di voler sempre dare spazio (tanto spazio) alle ultime canzoni perché crede in quello che scrive. E allora c’è da stare certi che anche i brani di Mondovisione saranno messi alla prova del live nelle prossime scalette.

UNA BOCCATA D’OSSIGENO
Dobbiamo tutti sperare di dover dire grazie a Ligabue. Anche se non si è suoi fan. Perché in un anno parco di grandi album italiani, l’augurio è che Mondovisione sia davvero un bel disco e alzi il livello medio di un 2013 poco appagante sul fronte nazionale. Per tutti gli amanti della musica. E per il bene della stessa musica italiana: in un senso di pochezza generale, il rischio è abbassare l’asticella compromettendo la qualità media del pop e del rock nostrani. Se il Liga tornasse alla grande, potrebbe essere un segnale anche per i suoi colleghi. E la boccata d’ossigeno che tutti aspettiamo.

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