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London Calling: Perfidi Albioni. La column di Charlie Rapino

Passeggio sull’Embankment a notte fonda, col mio famoso smoking e un sigaro in bocca, al ritorno dai British Academy of Film and Television Arts, i BAFTA. Penso a come la maledetta Albione sia il punto di riferimento della produzione culturale del pianeta, per lo meno del versante occidentale. Che cazzo avrebbero combinato questi se avessero avuto un Rinascimento o un Barocco? Gli inglesi dominano la musica e pure il cinema (si pensi agli Oscar!). Sono quasi morto d’invidia nei confronti dei perfidi albioni mentre veniva premiata la serie di Harry Potter. Un’idea che ha prodotto anche un enorme volume di denaro, oggi è il più grande franchising del mondo. Pensateci: una donna con delle idee che generano ricchezza, alla faccia di chi sostiene che con la cultura non si mangia. JK Rowling in Italia non ce l’avrebbe mai fatta non facendo parte di alcuna organizzazione fideistica, essendo probabilmente pessima nel sesso orale e senza raccomandazione. In Inghilterra riescono persino a sdoganare il nostro cinema. I Am Love di Luca Guadagnino, con Tilda Swinton, da noi è stato “giustamente” snobbato, ai BAFTA ha ricevuto una nomination. Curioso no? Un amico che lavora in TV, parlandomi dall’Italia, mi ha detto che più si continua a fare i cretini e più il pubblico ne vuole: un ottimo riassunto della Seconda Repubblica. Vorrei ringraziare il ‘68, il ‘77, i cari magistrati alla Torquemada, con quella bell’idea di Mani Pulite, la destra/sinistra dei licei italiani, “il politico è personale”, i cantautori, i giornalisti da quarto foglio, i programmi televisivi di quattro ore coi politici che fanno le rockstar e le grandi riforme elettorali che dovevano risolvere i problemi. Vorrei ringraziare tutto questo per avere fermato lo sviluppo intellettuale del nostro paese. L’Italia continua a essere una espressione geografica, grazie a questi signori e ai somari inferociti che, ahinoi, li seguono. E se non fosse per gente come Montezemolo o Giorgio Armani il paese sprofonderebbe nello sterco. La serata non è così tanto fredda. Incrocio una Emma Watson radiante, bellissima, raffinata, iconica. Probabilmente sarà la prossima grande star. Inglesina ovviamente. Adoro questa città. I am a Londoner!

 

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