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Madonna MDNA Tour 2012 Dio salvi la Regina

Madonna MDNA Tour 2012 Regina popDopo un paio di decenni di dominio assoluto, la Madonna del 2012 si trova davanti a un punto di svolta della propria carriera, superata a destra e a sinistra da giovani guerriere come Lady Gaga e Rihanna che le stanno scippando lo scettro di regina del pop. Riuscirà a difendere la leadership con il MDNA Tour? Alle date italiane, l’ardua risposta. Intanto, vediamo come sono cambiate le cose.

La sera del 4 settembre 1987 in Italia si respira la tipica aria da finale dei Mondiali di calcio. Si parla solo di quello che si sarebbe visto in diretta su Rai 1 e, verso le 20, inizi a vedere la fretta un po’ nervosa di chi corre verso casa per accendere la tv. Non c’è nessuna partita però, ma solo la cantante che nel giro di quattro anni ha definito lo stile, il tono e il ritmo degli anni 80. Madonna sarebbe salita sull’enorme palco dello Stadio Comunale di Torino alle 21 in punto per la prima data italiana del Who’s That Girl Tour e il paese intero è lì che l’aspetta. Scettici gli adulti, adoranti i teenager. Come da migliore tradizione. Perfino le feste dell’Unità mettono i megaschermi per far seguire lo spettacolo. Era dal 1982, l’anno del Mundial e dei Rolling Stones, che in Italia non ci si mobilitava così per un concerto.

LA PRIMA VOLTA

Quando Madonna, letteralmente, appare nelle tv degli italiani, la prima reazione è quella di una fastidiosa delusione. Inizia già mezza nuda (il pubblico generalista della prima serata di Rai 1 lo nota eccome), con un body nero e un numero da cabaret con la sedia Tonet. È piccolissima e ha un viso infantile. La schiena e le braccia sono un fascio di nervi e di tendini tesi. Sembra una bambina con l’hobby del lancio del giavellotto. È tenera e spaventosa allo stesso tempo: sorride, guarda dritta davanti a sé, non sbaglia un passo. E non ha ancora aperto la bocca. Appena lo fa, il primo verso di Open Your Heart sembra un 45 giri mandato a 33. Quel suono cavernoso, quel contralto affaticato non può essere la voce della stessa cantante che cinguettava “Now I know you’re mine” nel bridge di Into the Groove.

E invece è lei: gli italiani sentono per la prima volta la vera voce di Madonna. Il disappunto però dura un minuto, lo show è vertiginoso e Madonna è già una performer consumata: sa come distrarre il pubblico dai suoi difetti. Uno stadio italiano nel 1987 è una brutta bestia: il pubblico è eccitato e indisciplinato. Nonostante sia vietato, la gente lancia di tutto sul palcoscenico. Lo fa in segno di gioia ma Madonna è visibilmente agitata. Cuscini, orsetti, bottiglie di plastica… Lei stessa se li leva di torno quando sa che l’aspetta una coreografia particolarmente impegnativa. Ma rimane sempre ironica, sorridente, anche un po’ sprezzante: «You italians like to throw things, don’t you?» (“a voi italiani piace lanciare oggetti, eh?”). La tecnologia dell’autotune non esiste ancora e di playback non se ne parla neanche: quindi lei deve conquistarsi il pubblico ballando, sorridendo, ammiccando e trascinando. Quando parte La Isla Bonita il frastuono supera quasi la musica.

Madonna sa che ha vinto e conclude lo spettacolo con una torrenziale Into the Groove e una Holiday che sembra una marcia trionfale. Il pubblico (allo stadio e a casa) è ipnotizzato dalla sua presenza. Trascina la folla anche con un semplicemente «Ciao Italia!» o un «Siete caldi?». Quando chiede al pubblico un pettine (è ovviamente una gag scritta e uguale per ogni singolo show del tour), viene amata ancora di più. Giornalisti particolarmente spericolati paragonano i suoi botta e risposta con il pubblico ai comizi di Mussolini. Il concerto di Torino fa più di 14 milioni di spettatori ed è la diretta più vista in Italia nel 1987. (clicca in alto a destra per continuare a leggere)

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