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Mark Lanegan A Perfect Day Festival 2012 Verona

A pochi mesi dai concerti di marzo, torna in Italia – all’A Perfect Day Festival 2012 di Verona – il tormentato artista statunitense. Fra magie schizofreniche e tumultuose ambientazioni rock, Mark Lanegan è pronto a offrirci uno spettacolo ricco di suggestioni.

A pochi mesi dai concerti di marzo, torna in Italia il tormentato artista statunitense. Fra magie schizofreniche e tumultuose ambientazioni rock, Mark Lanegan è pronto a offrirci uno spettacolo ricco di suggestioni. 

Consigliano i saggi: per diventare veramente una vera star del rock servono ingredienti come naturalezza, carisma e sincerità. Essere Mark Lanegan significa questo. Significa esprimere senza freni inibitori l’essenza semplice e brutale di ciò che siamo. Fin dagli inizi della sua intensa carriera, Mark esprime in modo esplicito e spesse volte cantautoriale, le insofferenze, le dissonanze, le intemperie che caratterizzano i suoi pensieri e la sua vita. Dall’inquietudine grunge ai tempi degli Screaming Trees (primi anni Novanta), fino alla passione per il folk più rurale e crudo, cresce in lui il songrwiter infernale che ripercorre le strade battute da poeti e cantastorie di alta fama, da Bob Dylan a Tom Waits, giocando a nascondino fra ballate oscure e atmosfere violente. Molte le evoluzioni nel suono e nello stile dell’artista, che con il tempo trova la sua identità proprio nella ricerca di se stesso, cambiando più volte direzione senza mai snaturarsi: la voce limpida e potente degli inizi che si incupisce e diventa roca negli anni – rendendosi ancora più riconoscibile – fino allo spiazzante e bellissimo Blues Funeral (recentemente pubblicato) che segna il suo ritorno da solista, dopo otto lunghi anni.

In verità l’artista  statunitense non si è mai fermato, firmando riuscitissime collaborazioni: oltre a quella pluridecorata con gli amici Queen Of The Stone Age, citiamo il lavoro con Greg Dulli nel progetto Gutter Twins e soprattutto i due album pubblicati con Isobel Campbell, suadente voce eterea dei Belle&Sebastian, splendide rappresentazioni sonore, contaminate e suggestive.

Dopo le due date di Bologna e Milano, dello scorso marzo,  unica l’unica occasione per rivederlo dal vivo è l’A Perfect Day, nello splendido contesto del Castello Scaligero di Villafranca, un suggestivo rifugio per la musica di classe, dove il sacro e il profano si rincorrono senza sosta, esaltando le sonorità dissacranti e al tempo stesso spirituali proposte da Mark e la sua band. Dal vivo la statuaria figura dell’americano si aggrappa (da sempre) al microfono, distante e quasi isolato dal resto del gruppo, irradiando il pubblico con la sua enigmatica timbrica vocale, senza un gesto, una parola, giostrando magicamente le emozioni in un labirinto intricato di suoni e ritmi senza respiro. Questo è Mark Lanegan: controverso, immaginario e tremendamente affascinante: un artista capace di prendere il pubblico per mano e condurlo verso un viaggio turbolento nei posti reconditi dell’anima. Chiudete gli occhi quando la cerimonia starà per cominciare.

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