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Crazy Loves, tutte le passioni di Michael Bublè

Michael Bublè in Italia

Michael Bublè torna in Italia sulla scia del suo ultimo album To Be Loved. Un disco che ruota intorno all’amore, tema che il canadese affronta spesso e volentieri. Anche perché non è certo immune alle passioni. Travolgenti, tenere o proibite, ecco quali sono le sue.

Torna in Italia Michael Bublè. Due date al Forum di Assago (Milano), il 27 e 28 gennaio, sold out da tempo. Un tour intitolato To Be Loved, come l’ultimo album, etichetta perfetta per il cantante italo-canadese che ha fatto del romanticismo un marchio di fabbrica. Milioni di persone hanno sognato e si sono innamorate al suono delle sue canzoni, cullate dalla voce calda, perfetta come colonna sonora di un appuntamento galante. Ma se per lui l’amore è un ingrediente così importante, quali sono i suoi, di amori? Quali le passioni di una vita? Le più importanti sono sette.

FRANK SINATRA
Impossibile non partire da lui: il crooner per eccellenza, che per Bublè rappresenta un modello e un punto di riferimento. Se Michael è riuscito a diventare celebre rispolverando un genere e un modo di cantare che, almeno da noi, sembravano passati di moda, è stato anche grazie alle reinterpretazioni di standard classici portati al successo da The Voice: Fly Me To The Moon, Come Fly With Me, I Got You Under My Skin. Un confronto che per qualcuno è impossibile, ma che, affrontato con coraggio, gli ha portato fortuna. Ancora oggi: anche nell’ultimo album ha infatti attinto dal repertorio di Frank, con due classici come You Make Me Feel So Young e Come Dance With Me.

DUETTI
Mettersi a confronto con un altro artista per Michael è molto stimolante. Non è un caso che nei suoi album non manchino mai i duetti. Realizzati con cantanti a lui affini oppure con altri provenienti da mondi musicali lontani. L’ultimo in ordine di tempo? Il brano After All cantato in coppia con un rocker di razza come Bryan Adams. Sempre in tempi recenti Michael si è misurato anche con Robbie Williams, nell’album Swings Both Ways della popstar inglese. Nel passato ha chiamato accanto a sé la regina del doo-wop Sharon Jones e la stella country Shania Twain. Senza trascurare fenomeni del pop contemporaneo come Nelly Furtado o i Boyz To Men. Ha trovato modo anche di duettare con Laura Pausini, in You’ll Never Find Another Love Like Mine, durante un concerto dal vivo immortalato nell’album Caught In The Act.

LUISANA
La donna della sua vita. Micheal e la splendida modella argentina si sono conosciuti nel 2009 e hanno ufficializzato il rapporto alla fine di quell’anno. Per lei ha scritto la canzone Haven’t Met You Yet, primo singolo dall’album Crazy Love, un inno dedicato “al sogno di chiunque di trovare una relazione stabile e un amore”. Un vero colpo di fulmine, che due anni più tardi li ha portati alle nozze. Anzi… alle triple nozze: prima un rito civile, poi una cerimonia religiosa a Buenos Aires in una fattoria con lago e giardini infiniti, infine nuova replica a Vancouver 15 giorni più tardi, per accontentare gli amici del cantante. Un amore grande, anche se Michael ha onestamente ammesso le difficoltà del matrimonio: «Non è esattamente come me l’ero immaginato. Tutti mi avevano detto sarebbe stato un grande cambiamento ma è stato… veramente surreale».

SESSO
Ok, Luisiana è oggi la luce dei suoi occhi e la madre di suo figlio… Ma c’è stato un momento in cui Michael amava saltare da un letto all’altro con molto divertimento suo e delle sue fiamme. Chiedere referenze alle ex, come l’attrice Emily Blunt e la modella Tiffany Bromley. Quest’ultima ha raccontato che Bublè aveva incontri regolari con lei proprio mentre era insieme alla Blunt e che le avrebbe anche chiesto di partecipare a incontri a tre. Senza contare il fatto che avrebbe passato il tempo a decantare la bellezza e perfezione dei propri attributi genitali. A questo si aggiungono le foto uscite negli scorsi mesi di un Michael giovanissimo, ai tempi del college, impegnato con alcuni amici in un party dai toni decisamente hard. Peccati di gioventù, oggi ha messo la testa a posto. O no?

NOAH
Come partner potrebbe anche essere considerato incostante e inaffidabile. Ma quando c’è di mezzo il figlio è tutta un’altra cosa. Per Noah, nato il 27 agosto, il crooner rubacuori si è trasformato in un formidabile interprete di ninna nanne («Canto per lui giorno e notte, appena lo faccio smette di piangere»), e sempre per lui si è mostrato ai fan non impomatato e fasciato da un vestito classico ma rubizzo e stravolto dalla gioia, con indosso una cuffia da sala parto subito dopo la nascita. Peccato che il ruolo della popstar a volte cozzi con quello di padre affettuoso e presente. E così, soprattutto in questo periodo di tour, Michael si trova a dover dare la buonanotte a suo figlio via web. «La nuova tecnologia è una meraviglia. Skype, Facetime e altre cose simili ci permettono di essere sempre connessi. Riuscire almeno a guardarlo prima di andare a letto mi fa sentire in qualche modo vicino a lui».

MARIJUANA
Bravo ragazzo, dalla faccia pulita e dai comportamenti irreprensibili. Questa è l’immagine che è stata data di Bublè soprattutto nei primi anni. In realtà lui si è sempre sentito a disagio in questo santino e, appena possibile, ha fatto di tutto per mostrare al mondo il suo volto più rock. Come quando ha dichiarato a People di non aver mai scritto una canzone senza prima aver fumato un po’ di marijuana. «Sono cresciuto a Vancouver, dove puoi trovare la migliore erba del mondo. Puoi comprarla tranquillamente per strada e così ho fatto. Non ho mai visto nulla di male nel rilassarsi con una canna. Quando lavori in studio può essere molto utile».

HOCKEY
Se il colore della passione è il rosso, Michael perde la testa per il blu, il verde e l’argento. Ovvero i colori dei Vancouver Canucks, la squadra di hockey su ghiaccio della quale è tifoso sin da quando era bambino. Per un canadese l’hockey è l’equivalente del calcio per un italiano e Bublè è molto più che un appassionato. Le prove? Nel 2008 ha comprato una parte di quote dei Vancouver Giants, una società giovanile. E, soprattutto, ovunque canti pretende, messo nero su bianco nel contratto di ingaggio, che gli venga regalato un disco da hockey con il logo della squadra locale.

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