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Le 10 migliori canzoni dei Black Sabbath

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I Black Sabbath sono una delle band più famose al mondo, conosciuti anche da chi non è particolarmente avvezzo alle sonorità hard & heavy. Nel corso dei primi anni di carriera (tra il 1970 e il 1978), il quartetto composto da Ozzy Osbourne, Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward ha scritto e pubblicato canzoni memorabili, entrate nell’immaginario collettivo degli appassionati di rock. Brani che fanno parte di quella ristretta schiera di pezzi che è impossibile non aver ascoltato almeno una volta nella vita. In occasione della ristampa dei primi 8 album dei Sabbath (più un live), ripercorriamo la loro carriera attraverso il loro 10 pezzi più famosi.

(Clicca sul titolo per ascoltare la canzone su YouTube)

PARANOID – Il pezzo si apre con uno dei cinque riff più famosi della storia del rock. Un classico al livello di Satisfaction e pochissimi altri. Per generazioni di metallari a venire, l’inizio del vero heavy.

IRON MAN – Un altro riff straordinario di Iommi, permette a Ozzy di raccontare una storia di fantascienza scritta da Geezer Butler, bassista della band. Il brano non ha alcuna connessione con il supereroe di casa Marvel, anche se per lungo tempo molte persone hanno pensato che ci fosse, eccome. Nel 2008 il matrimonio si è effettivamente ufficializzato: una parte del pezzo si può ascoltare sia nel trailer sia durante i credits conclusivi del film.

WAR PIGS – In Paranoid è difficile trovare pezzi brutti (ed è un dolore per me escludere da questa top ten un brano come Electric Funeral). War Pigs, a dire il vero, doveva essere il titolo originario dell’album in questione, ma la casa discografica non gradì. Tutto questo comunque non evitò che il brano diventasse un successo clamoroso, nonchè una denuncia contro la guerra (ai tempi si combatteva in Vietnam) a 360 gradi.

BLACK SABBATH – Presentarsi al mondo con un primo brano del genere non è da tutti. L’invocazione al maligno che scaturisce nelle deliranti frasi di Geezer Butler è il biglietto da visita perfetto per un gruppo che confermò definitivamente (e orgogliosamente) l’unione blasfema tra malvagio e rock.

PLANET CARAVAN – Il classico pezzo che non ti aspetti. La terza traccia di Paranoid è un viaggio psichedelico verso orizzonti alterati da fumi e allucinazioni. Niente heavy metal qui, solo emozioni e sensazioni lisergiche.

N.I.B. – “My name is Lucifer please take my hand“. Il demonio si innamora e Geezer Butler decide di raccontare la sua storia d’amore dal punto di vista del celebre cornuto. Tanto per cambiare, il pezzo ha un giro leggendario e, per molti, è la prima vera canzone heavy metal di ogni tempo.

CHILDREN OF THE GRAVE – Dentro Master Of Reality, i riff pesanti abbondano. Quello di Children Of The Grave tuttavia è talmente heavy da svettare su tutti gli altri. Un’anticipazione primordiale del thrash metal e l’ennesima presa di posizione contro la guerra dei Black Sabbath.

SNOWBLIND – Vol. 4 è un altro album eccezionale. Molti pezzi sono indimenticabili (Into The Void per esempio), ma Snowblind è ancora oggi tra i più leggendari tributi alla cocaina, droga preferita dalla band in quel periodo, che si ricordino. Anche in questo caso, il brano sarebbe dovuto essere la titletrack del disco. Ovviamente l’etichetta non gradì e cambiò il titolo.

SABBATH BLOODY SABBATH – La parabola dei Sabbath inizia (lentamente) la sua parte discendente. Detto questo, il riff di Sabbath Bloody Sabbath ha segnato generazioni di chitarristi. In particolare la seconda metà della canzone è riconosciuta come uno dei momenti più pesanti e opprimenti mai sentiti fino a quel momento nell’hard rock tutto.

SYMPTOM OF THE UNIVERSE – Sabotage è un album denso di canzoni sperimentali. Ma non mancano i pezzi pesanti. Symptom Of The Universe racchiude, in due parti in antitesi, la filosofia del disco. Un riff proto-thrash metal sorregge un pezzo velocissimo, che però cambia abito trasformandosi senza preavviso in una jam irresistibile. Con tanto di aperture jazz, reggae e improvvisazioni di gran classe.

Domani, venerdì 19 giugno 2015, sarà in edicola la seconda uscita della collezione dedicata ai Black Sabbath promossa da Sorrisi e Panorama: nove cd (al costo di 9,99€ l’uno, con cofanetto in regalo) che ripercorrono gli anni più intensi della carriera del gruppo inglese. Il 12 giugno è uscita la ristampa del primo e omonimo album, qui sotto il calendario delle altre uscite previste.
19 Giugno – Paranoid
26 Giugno – Master Of Reality
3 Luglio – Vol. 4
10 Luglio – Sabbath Bloody Sabbath
17 Luglio – Sabotage
24 Luglio – Technical Ecstasy
31 Luglio – Never Say Die
07 Agosto – Past Lives (costo 12,90€)

Cofanetto Black Sabbath

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