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Nirvana, il significato di tutte le canzoni di Nevermind

ultimo concerto Nirvana

Tutti conoscono le canzoni dei Nirvana. Ma quale sia il significato dietro a ognuna di esse non sempre è facile da capire. Così, per festeggiare degnamente l’ingresso della band nella Rock ‘N’ Roll Hall Of Fame, abbiamo pensato a uno speciale per celebrarli. Dopo il primo capitolo su Bleach del 1989, tocca a Nevermind, l’album del 1991 che li ha consegnati alla storia della musica. Ecco una carrellata di tutte le 11 canzoni contenute nel disco, con una breve nota introduttiva per ciascuna.

Smells Like Teen Spirit – Nevermind (1991)
L’idea per il più noto inno dei Nirvana venne da Kathleen Hanna, cantante delle Bikini Kill, una band rock femminista dello Stato di Washington. Hanna scrisse sul muro della sua stanza da letto «Kurt Smells Like Teen Spirit» dopo una notte parecchio alcolica. Prima della rivelazione su Kurt, ne aveva avuta un’altra: aveva vandalizzato un centro religioso locale, scrivendo sui muri «God Is Gay» per protestare contro il gruppo che andava dicendo alle donne incinte che sarebbero andate all’Inferno se avessero abortito.

In Bloom – Nevermind (1991)
È una canzone sull’adolescenza e sulla confusione sessuale. Cobain disse di essere incerto riguardo alla propria sessualità fino a un’età relativamente avanzata dal momento che «non mi conformavo al tipico stereotipo dell’atleta da cheerleader». Per contrastare ulteriormente gli omofobi, la band indossò vestiti da donna nel video del brano.

Come As You Are – Nevermind (1991)
Sembra che il titolo di quello che è uno dei brani più amati del gruppo fosse ispirato a un hotel di Aberdeen e, di fatto, è essenzialmente una versione rallentata di Eighties, un pezzo del 1985 dei Killing Joke, una band punk inglese che infatti poi citò i Nirvana in giudizio per plagio (la causa poi cadde dopo il suicidio di Cobain). Curiosità: Dave Grohl si mise poi a suonare la batteria proprio per i Killing Joke nel 2002.

Breed – Nevermind (1991)
Secondo alcuni critici (in particolare il fondatore della Sub Pop, la prima etichetta discografica dei Nirvana) si tratta di una «svolta stilistica per la band». Breed risale al 1989: come Polly, non trovò posto sull’album di debutto del 1989 per riapparire dopo. Il titolo originale era Immodium. Il brano divenne uno dei preferiti dei fan dopo che fu usato come apertura per il famoso concerto di Reading del 1992.

Lithium – Nevermind (1991)
La canzone, stando alle parole dello stesso Cobain, parla di un uomo che, dopo la morte della fidanzata, si rivolge alla religione «come un’ultima risorsa per mantenersi vivo, per evitare di suicidarsi». Il titolo risale a una collaborazione del 1990 con Mark Lanegan, a quei tempi cantante degli Screaming Trees. I due stavano scrivendo un album insieme (mai pubblicato) che Cobain avrebbe voluto chiamare proprio Lithium.

Polly – Nevermind (1991)
Se dobbiamo credere a quanto disse il bassista Krist Novoselic (e perché non dovremmo?), Polly fu scritta dopo che Kurt lesse un articolo di giornale sul rapimento, la tortura e lo stupro di una ragazzina di 14 anni che stava tornando a casa da un concerto a Washington. Dopo aver ascoltato il brano, Bob Dylan disse di Cobain: «quel ragazzo ha un’anima (soul in inglese, ndr)». Curiosità: Kurt e Courtney Love avevano anche un pappagallo tra i tanti animali che tenevano nel loro appartamento.

Territorial Pissings – Nevermind (1991)
Registrata direttamente dal vivo e mantenuta così durante il lavoro di mixing di Nevermind per lasciarle un’aria ruvida, questa esplosione punk di due minuti torna ancora sull’idea del uomo macho. Influenzata dalla visione femminista di Courtney Love, la seconda strofa include il verso «Never met a wise man / If so, it’s a woman» (Non ho mai incontrato un uomo saggio, se si tratta di una persona saggia, allora è una donna).

Drain You – Nevermind (1991)
Kurt in origine voleva che questa canzone appartenesse a un suo progetto parallelo, i Retards. Successivamente divenne uno dei suoi pezzi preferiti da suonare dal vivo. Il produttore di Nevermind Butch Vig dovette ingannare Kurt, che non voleva sovraincidere, perché suonasse diverse tracce di chitarra per ottenere il suono heavy che si sente sul disco (alla fine ci sono 11 chitarre nel pezzo).

Lounge Act – Nevermind (1991)
Cobain pensava che l’intro di basso suonasse come quella di una band lounge scadente, e da lì si ispirò per il titolo. Secondo Krist Novoselic, la canzone riguarda Tobi Vail, membro delle Bikini Kill e fondatrice del movimento delle riot grrrl, con la quale Kurt ebbe una breve e tumultuosa relazione. I due comunque rimasero amici dopo la rottura.

Stay Away – Nevermind (1991)
Avrebbe dovuto essere intitolata Pay to Play. Nella prima versione le parole erano diverse, il suono era assordante e si chiudeva con le grida di Cobain che urlava «God Is Gay» continuamente. L’attrazione di Kurt per la contorta natura della religione era in un momento di particolare forza in quel momento della sua carriera (al punto che stava per intitolare Nevermind come Abort Christ).

On A Plain – Nevermind (1991)
Il momento più metafisico di Kurt: una canzone scritta sullo scrivere una canzone. Parla del blocco dello scrittore («I’ll start this off without any words») e verso la fine dice con sempliticà «I’m on a plain / I can’t complain». Anche questo brano era stato scritto parecchio tempo prima delle sessioni di registrazione di Nevermind, almeno nel 1990.

Something In The Way – Nevermind (1991)
I versi di chiusura di Nevermind furono ispirati ai graffiti che erano dipinti su un muro di un ponte vicino alla casa di Cobain a Seattle. Le parole, che resero il luogo un simbolo tra i fan dei Nirvana, furono poi cancellate quando il Comune ordinò fece ripulire i muri del ponte. Causando un certo scompiglio tra i seguaci della band.

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