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Perché il concerto degli Aerosmith a Milano è assolutamente imperdibile

Aerosmith concerto Milano

Milano e l’Italia sono pronti ad accogliere a braccia aperte gli Aerosmith, una delle più grandi rock band della storia. E potrebbe anche essere l’ultima volta. Foto di Zack Whitford

Gli Aerosmith, un po’ come i Doors, resteranno forse per sempre una delle band americane meno capite tra quelle di maggior successo nella storia del rock. Proprio come per la band di Morrison, infatti, pubblico e critica si sono spesso divisi a riguardo, senza mai riuscire a focalizzare al meglio la vera essenza del gruppo: l’incredibile attitudine live mostrata fin dal primissimo album. Per qualsiasi europeo che abbia tra i trentacinque e i quarant’anni, la band di Steven Tyler rimarrà sempre quella degli album del decennio ‘89/’99, dei pezzi da classifica, dei video su MTV e delle ballatone da inserire nelle cassette per la ragazza che ti piaceva, perché con gli Iron Maiden non avresti mai ottenuto nulla. Per tanti altri, invece, sono ancora il miglior figlioccio ibrido dei Rolling Stones, con i Toxic Twins (Steven Tyler e Joe Perry) in grado di abusare di se stessi come e ancor di più di quello che erano riusciti a fare Jagger e Richards, finendo poi per essere banditi da tutti i locali degli USA prima che i RUN DMC gli tendessero una mano. Per ogni americano erano, sono e resteranno per sempre semplicemente la più grande rock band mai nata sul proprio suolo. La verità sta sempre nel mezzo, ma quest’ultima sembra essere la definizione che più si avvicina alla realtà dei fatti.

Che conosciate o meno a fondo la loro storia, fatta di fragorose cadute e strabilianti rinascite forse più che per qualsiasi altro gruppo al mondo, vederli una volta dal vivo resta una delle esperienze più eccitanti da poter raccontare ai nipoti quando camminerete col bastone: nonostante la loro età sia sempre più vicina ai settanta, gli Aerosmith sono infatti ancora oggi una delle tre o quattro migliori live band che sia possibile vedere in circolazione. Proprio come gli AC/DC, gli stessi Stones e pochissimi altri, vederli nel ‘78, nel ’91 o nel 2014 non fa poi tutta la differenza che qualcuno potrebbe immaginare: l’iconografia classica della band, con Tyler asciutto e lascivo, Perry con lo slide al dito e i vestiti sciccosi e una delle sezioni ritmiche con più tiro di sempre, resta la medesima in ogni epoca. Inoltre, se è vero che l’ultimo grande capolavoro riconosciuto dei nostri resta quel Nine Lives di cui le scalette dei loro show sono ancora oggi infarcite, è anche giusto riconoscere che il recente Music From Another Dimension non sia affatto il semplice album che metti sul mercato come mero pretesto per andare in giro a suonare.

Per chi si fosse colpevolmente perso l’incendiario concerto in Italia del 2010, che celebrava quarant’anni di storia del gruppo con una sorta di greatest hits multi generazionale, il Let Rock Rule World Tour, e dunque il concerto di Rho (Milano) del 25 giugno, finisce per diventare dunque la classica seconda chance che il fato offre ai meno attenti, da non mancare nemmeno con entrambi gli arti inferiori avvolti in un comodo gesso. Se invece siete tra quelli che pensano di poterli vedere la prossima volta, tanto i grandi gruppi girano in continuazione e per sempre, fareste meglio a dare un’occhiata alle presenze dei nostri sul suolo italiano negli ultimi quindici anni, oltre che alle disavventure che ne hanno caratterizzato la storia recente: capireste probabilmente che le possibilità di ascoltare dal vivo pezzi come Dream On, Love In An Elevator o Toys In The Attic potrebbero non essere così tante in futuro. E se qualcuno con un po’ di puzza sotto il naso (un bel po’), li apostrofasse come “quelli di Armageddon”, ricordategli che erano uno dei gruppi preferiti di Kurt Cobain.

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