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Peter Gabriel, questa sera a Milano di nuovo in prima linea

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Dopo un periodo prolifico ma lontano dalle luci della ribalta, Peter Gabriel riporta dal vivo l’album SO (suo più grande successo) con il Back To The Front Tour, che approda a Milano il 7 ottobre.

Da qualche anno a questa parte, per Peter Gabriel il passato è una grossa fonte di ispirazione. Se per un album di inediti bisogna infatti tornare fino al 2002, con Up, gli ultimi lavori del fu-frontman dei Genesis sono tutti improntati alla rielaborazione di opere proprie o altrui. Ecco quindi New Blood, con le versioni sinfoniche dei suoi classici, realizzato due anni fa, ma anche Scratch My Back (2010), nel quale ha reinterpretato brani di altri artisti, da lui considerati fondamentali. Ora, mentre arriva nei negozi I’ll Scratch Yours, nel quale gli stessi artisti gli rendono il favore interpretando alcune sue hit, Gabriel si ripresenta dal vivo con un ideale salto nel passato. Nel Back To Front Tour infatti non ci sono orchestre sinfoniche o riletture del proprio canzoniere, ma un riavvolgimento del nastro del tempo fino al dorato 1987. Con la medesima band di allora, infatti, proporrà per intero SO, l’album che 26 anni fa ha impresso una svolta decisiva alla sua carriera, trasformandolo di colpo da artista di culto, adorato dai seguaci ma non certo habituè delle posizioni alte delle classifiche, a campione di vendite.

Merito di un album capace di coniugare in maniera raffinatissima pop e world music, impegno civile e intrattenimento. Quattro singoli uno più forte dell’altro, collaborazioni eccellenti (una su tutte quella con Kate Bush per il brano Don’t Give Up) e l’uomo in grado di declinare il genio di Gabriel in qualcosa di accessibile al grande pubblico senza svenderlo: il produttore Daniel Lanois, lo stesso che l’anno successivo avrebbe trasformato in stelle mondiali gli U2 producendo The Joshua Tree. Il classico lavoro in cui tutti gli elementi si combinano magicamente per dare vita a un successo inaspettato, compreso il geniale apporto visuale fornito dal regista Stephen R. Johnson per il video di Sledgehammer, senza il quale, probabilmente, oggi saremmo qui a raccontare una storia diversa. «Credo che sapessimo già allora che l’album fosse bello – ha commentato sul suo sito Gabriel pensando a quei giorni. «Non ero un artista sconosciuto, avevo pubblicato singoli come Shock The Monkey, Games Without Frontiers e Solsbury Hill; ma dopo ciascuno di questi successi avrei voluto ritirarmi nell’ombra. Uscito SO non avevo più l’opzione di tornare a nascondermi”.

Partito nel settembre del 2012, il Back To Front Tour offre uno spettacolo diviso in tre sezioni: una prima parte acustica, poi il set “normale”, con hit più o meno recenti, e quindi SO eseguito nella sua interezza dall’inizio alla fine. E perché tutto sia come allora, sul palco ci sarà la stessa band di superstar che lo accompagnò allora: Toni Levin al basso, David Sancious alle tastiere, David Rhodes alla chitarra e Manu Katché alla batteria. Sarà interessante vedere come Gabriel svestirà i panni di pacato interprete degli ultimi anni per ricalarsi in quelli dell’istrione. Un confronto facilitato dalla recente pubblicazione in dvd del concerto di Atene che concluse la tournée originale: era quello un Gabriel all’apice della forma, anche fisica, capace di catturare il pubblico con un’esibizione che richiedeva molte energie. «Appena abbiamo iniziato mi è sembrato strano e allo stesso tempo familiare» ha detto al Las Vegas Review. «È strano come le relazioni siano rimaste esattamente come erano; con la differenza che, forse, si è un po’ più saggi grazie al passare degli anni. Ma non ci scommetterei». Che sia quindi pronto a ritrovare anche un po’ della follia di un tempo?

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