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5 casi di Rehab provvidenziale: da Billie Joe a Britney Spears

Quanto può essere difficile disintossicarsi dalle proprie dipendenze quando si è una star? Ecco 5 casi di artisti, rock, pop o hip hop, che ci sono riusciti.

rehab artisti

I Green Day stanno per arrivare in Italia (leggi qui le date previste), dopo l’improvvisa cancellazione del concerto dello scorso anno a Bologna. Da allora il leader della band Billie Joe Armstrong si è ripulito, è stato in rehab per qualche mese ed è ritornato sul palco in forma più che mai. Non sempre i “recuperi” vanno bene, altre stelle della musica e dello showbiz sono state costrette a entrare in clinica, pochi ne sono a dire il vero usciti bene e ancora meno non hanno avuto bisogno di tornarci qualche anno dopo. Eccovi una selezione di cinque casi famosissimi e, almeno per il momento, andati a buon fine…

Billie Joe Armstrong
Arrivato al limite dopo aver sfasciato chitarre sul palco, attaccato chiunque (da Justin Bieber a Steve Jobs) e aver offerto prestazione sempre peggiori onstage, Billie entra in rehab per curare la propria dipendenza da alcol e farmaci. Il frontman dei Green Day ha raccontato, a periodo di riabilitazione concluso, che per vent’anni ha vissuto come un perfetto alcolista e che non saliva mai on stage prima di aver bevuto a sufficienza per caricarsi; i party post show non mancavano mai, lo stress della vita on the road aumentava e il passo verso ansiolitici e sonniferi è stato breve. Ora Armstrong si è detto pronto a riprendere il controllo della propria esistenza, grazie alla meditazione e alla preghiera.

James Hetfield
Prima di addentrarci nel mondo del pop e del rap, lasciamo ancora gli amplificatori accessi e aumentiamo la distorsione delle chitarre per parlare del leader dei Metallica: nel lontano 2001, durante le turbolente sessioni di registrazione di St.Anger, Hetfield è entrato in rehab per curare la propria dipendenza dall’alcol. Dopo sette mesi di trattamento e quattro mesi trascorsi con la propria famiglia, James si è ripulito completamente, si è detto recentemente rinato straight-edge e ha spesso descritto come “meravigliosa” la sensazione che si prova a salire sul palco senza essere ubriachi, apprezzando in pieno l’entusiasmo delle persone che partecipano agli show.

Robbie Williams
Se la recente paternità e il successo del nuovo album Take The Crown hanno ridato lustro alla stella dell’ex Take That, l’anno 2007 è ricordato dallo stesso artista come uno dei più difficili della sua vita. Robbie entrò in rehab il giorno del compleanno, dopo aver rischiato un attacco di cuore a causa di un micidiale cocktail di farmaci. La star racconta di come sia difficile rendere efficaci le visite ai centri di riabilitazione, più volte ha espresso dubbi a riguardo definendo queste strutture come macchine per fare soldi. Tuttavia Williams ha ribadito di come sia stato determinante decidere in prima persona di non volersi “mandare a puttane la vita” da soli prima di sottoporsi ai ttrattamenti, nonostante sia “Una personalità incline alle dipendenze, con le quali lotto costantemente”. Anche Robbie sarà sul palco in Italia per un attesissimo concerto che si svolgerà a San Siro il 31 luglio.

Eminem
Nonostante abbia pubblicato un album dal titolo Recovery nel 2010, Eminem ha raccontato di come la prima esperienza di rehab fu orribile e non lo aiutò per nulla a disintossicarsi dall’abuso di farmaci come Vicodin, Valium e Seroquel (una volta arrivò fino all’overdose). Tuttavia un paio di anni fa, la paura della morte lo convinse definitivamente a curarsi per guarire: «Ebbi la sensazione che avessi perso completamente il controllo del mio braccio, mi spaventai tantissimo e capii che era per me giunto il momento di curarmi seriamente. Sono andato spontenamente nello stesso ospedale dove mi ricoverarono dopo l’overdose e riuscii finalmente a ripulirmi». Il nuovo album di Eminem è previsto per quest’anno.

Britney Spears
Le foto della ex lolita completamente sbronza e seminuda a party improbabili fecero il giro del mondo. Idem dicasi di quando si rasò a zero e prese a ombrellate l’auto dei paparazzi che la perseguitavano. Era il 2007, la popstar era nel pieno della dipendenza da alcol e droga e lottava con disturbi psichiatrici. Dopo essere fuggita da un centro dopo sole 24 ore dal ricovero, essere entrata in un altro e aver affrontato problemi legali per l’affidamento dei figli, nel corso del 2008 il peggio passò per la Spears. Da allora iniziò la ricostruzione d’immagine, passata per tre dischi andati in crescendo di vendite e successo (non ultimo Femme Fatale del 2011), che ha riportato Britney al centro dell’attenzione dei media, anche grazie alla presenza all’interno della giuria di X Factor USA.

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