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(I Can’t Get No) Satisfaction compie 50 anni, ancora oggi l’essenza del rock

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50 anni fa usciva una delle canzoni più importanti nella storia del rock. Era il 6 giugno 1965 quando (I Can’t Get No) Satisfaction veniva pubblicata negli Stati Uniti come singolo, lato A di un 45 giri che sul lato B proponeva The Under Assistant West Coast Promo Man. In quel momento, un eccellente gruppo blues londinese si trasformava nella più grande rock‘n’roll band di tutti i tempi. Non erano ancora i Rolling Stones sporchi e cattivi che nei successivi anni avrebbero ottenuto un successo forse secondo solo a quello dei Beatles. Mick Jagger, Keith Richards, Brian Jones, Bill Wyman e Charlie Watts amavano suonare un blues elettrico nel quale si univano i loro maestri Chuck Berry e Muddy Waters. I loro singoli precedenti erano per lo più cover che avevano avuto un buon successo e avevano permesso loro di guadagnarsi un posto di rilievo nella marea di gruppi che in quegli anni sgomitava in locali come il Marquee Club di Londra.

Bastano tre note per cambiare la storia. Come spesso capita in questi casi, l’origine del brano è avvolta nella leggenda. La più accreditata, anche perché raccontata dal diretto interessato nella sua autobiografia Life, è che Keith Richards una sera si sia messo a suonare la chitarra acustica nel suo appartamento e il mattino dopo si sia risvegliato sul divano senza ricordarsi nulla. Trovandosi davanti un registratore, Keef riascoltò il nastro e si accorse di aver strimpellato per un paio di minuti e canticchiato la frase «Can’t Get No Satisfaction», prima di sentire una mezzora abbondante di sonore russate. Keith lavorò su quel breve riff (ispirato alla sezione fiati di Nowhere To Run di Martha and the Vandellas), che sarebbe diventato uno dei più noti del rock, mentre Mick Jagger buttò giù un testo semplice, diretto e denso di significato, un inno contro il consumismo della società americana di metà anni Sessanta. Ne uscì una delle canzoni più celebri di sempre. Tanto provocatoria nei versi, con i suoi riferimenti al sesso e alle mestruazioni, quanto innovativa nelle sonorità, con l’utilizzo per la prima volta di un pedale distorsore per chitarra (il Gibson Maestro Fuzz-Tone) che da quel momento avrebbe ridefinito lo standard per ogni chitarrista.

Ancora oggi, dopo 50 anni, il gruppo chiude i suoi concerti con (I Can’t Get No) Satisfaction. Nonostante negli anni seguenti siano arrivate decine di altri successi, esiste tra la band e il brano una simbiosi che si ritrova in pochi altri casi nella storia della musica. I Rolling Stones non sono solo coloro che hanno scritto quella canzone. I Rolling Stones sono quella canzone. E quella canzone, tanto nel testo quanto nella musica, non è solo una delle pietre miliari della storia del rock. Quella canzone è il Rock. E i Rolling Stones sono il rock.

@AlviseLosi

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