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Sixto Rodriguez in concerto in Italia: il trionfo del signor nessuno

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È finalmente arrivato il momento di vedere all’opera in Italia Sixto Rodriguez, a Bologna il 21 marzo e a Milano la sera successiva. Il musicista americano è il protagonista (inconsapevole) di una storia toccante, che il documentario Searching For Man, vincitore di un Oscar nel 2013, ha portato all’attenzione del pubblico di tutto il mondo. (Tratto da Onstage Magazine, numero di marzo 2013).

Se Searching For Sugar Man non è il documentario musicale più celebre e celebrato – giustamente, bisogna dirlo – degli ultimi dieci anni, poco ci manca. Quasi impossibile, infatti, trovare un’altra storia vera così toccante e cinematografica come quella di Sixto Rodriguez. Al di là della sua vicenda personale, il protagonista del film, è davvero incredibile, mentre scorrono le immagini e la vicenda si dipana davanti ai nostri occhi (e attraverso le nostre orecchie), constatare come la realtà – superando ogni fantasia ipotizzabile – abbia potuto fornire una trama così magistrale e ben orchestrata, compreso quel finale emozionante e risolutore che tutti si aspettano. Se non lo avete visto correte subito al cinema o procuratevi il DVD appena pubblicato anche in Italia da Feltrinelli. Ma prima, continuate a leggere.

DUE GEMME
Sono solo due gli album pubblicati in carriera da Sixto Rodriguez, ormai ricercati come delle rarità dai collezionisti – forse bisognerebbe fare un giro in Sudafrica, dove ne sono state stampate milioni di copie – ma opportunamente ripubblicati dalla label Light In The Attic. Copertine bellissime e, manco a dirlo, due piccole gemme di folk e rock sospese tra la fine dei Sessanta e l’inizio del decennio successivo. Il debutto Cold Fact e il suo successore Coming From Reality sono entrambi da recuperare e custodire gelosamente a fianco di altri classici del periodo.

BEATI VOI
Inutile soffermarsi troppo sulla canzone che dà il titolo al documentario, ormai una (quasi) hit, ma è interessante invece notare come il ristretto campionario di pezzi del repertorio sia di livello eccelso e non mostri alcun cedimento nemmeno a distanza di quarant’anni. Provare per credere, come diceva una nota pubblicità di tanto tempo fa, la forza di brani come This Is Not A Song. It’s An Outburst: Or, The Establishment Blues, Crucify Your Mind, I’ll Sleep Away, I Wonder (l’altro vero inno di Rodriguez), Inner City Blues, Like Janis e Forget It. Beati voi che ancora le dovete scoprire!

A SUA INSAPUTA
Senza il Sudafrica questa storia non sarebbe mai stata raccontata. L’incredibile leggenda di Rodriguez è nata e maturata, a sua insaputa, proprio nel Paese di Mandela, dove Sixto diventò negli anni Settanta un famosissimo artista e, al tempo stesso, un simbolo della lotta contro l’apartheid. I suoi album furono banditi e boicottati, soprattutto la canzone Sugar Man, per le sue velate referenze alla marijuana. Proprio dal Sudafrica, e in particolare da Stephen “Sugar” Segerman, quindi, è partita la ricerca che ha condotto alla riscoperta del personaggio e dell’uomo Rodriguez.

NELLA STESSA CASA
Sebbene il documentario sia del 2012, la storia si svolge parecchio tempo prima, all’incirca nel 1996, quando una delle figlie di Rodriguez s’imbatte sul Web in un sito a lui dedicato, in cui si fanno le ipotesi più fantasiose sulla sua vita. La storia più buffa, per modo di dire, è quella che lo vuole morto suicida sul palco, al colmo dello sconforto per l’insuccesso. Per fortuna Sixto non si è mai cosparso di benzina e dato fuoco in un eccesso di follia, ma continua a lavorare come operaio specializzato nel campo delle demolizioni. Volete sapere una cosa davvero buffa? Il settantenne musicista non ha mai, nella sua vita, cambiato indirizzo e vive, da circa 50 anni, nella stessa casa assieme alle figlie. Insomma, anni di ricerca per scoprire che, con un colpo di fortuna, lo si sarebbe potuto trovare al punto di partenza. Domanda: «Ma non hai fatto abbastanza soldi per trasferirti in un posto migliore?». Risposta: «Sto bene dove sono, la mia ricompensa è poter condividere la mia musica con il mondo. I soldi li divido con la mia famiglia e le mie tre figlie». Chapeau…

PREFERENZE
Ok, forse non siamo davanti al gemello di Bob Dylan, ma anche il nostro Sugar Man è stato – ed è tuttora – molto attivo dal punto di vista politico (la sua lista di canzoni di protesta preferite comprende cose come I Am A Rock di Paul Simon, Eve Of Destruction di Barry McGuire e, persino, Changes di David Bowie).
Della sua fama in Sudafrica abbiamo già parlato, ma è importante ricordare come, al di là delle belle canzoni, Sixto abbia anche fatto dell’attivismo politico uno dei suoi tratti distintivi. Per ben otto volte ha partecipato a delle elezioni, candidandosi persino come sindaco di Detroit (e anche come rappresentante dello stato del Michigan o presentandosi per il city council, sempre di Detroit). Per sua sfortuna, non è mai stato eletto in nessuna delle cariche e il suo risultato migliore è stato quello di raccogliere 7.000 preferenze per un posto nel consiglio cittadino. Peccato ne servissero almeno 30.000!

COMEBACK
Uno dei momenti più toccanti del film, ovviamente, è rappresentato dalle immagini del suo trionfale primo tour sudafricano. Sixto riceve il trattamento di una rockstar e inanella un sold out dietro l’altro attirando migliaia di spettatori in quella che diventa una celebrazione non solo della sua vita, ma anche e soprattutto di un Paese che ha vissuto decenni di apartheid, divisioni, violenza e repressione. Scontato fin che si vuole, ma è l’ennesima dimostrazione dell’enorme potere di aggregazione della musica, qualunque essa sia.

MALIK BENDJELLOUL
Chi è costui? In effetti non lo sa nessuno, ma il documentario è stato girato da un regista svedese – di chiare origine nordafricane -, ex bambino prodigio nel campo del cinema e giunto con Searching For Sugar Man alla sua prima prova. Proprio in Svezia, alla fine degli anni Novanta, aveva suonato qualche data Sixto Rodriguez. Probabile che l’amore sia nato proprio lì.

SEE YOU IN ITALY
E, come ciliegina sulla torta, non poteva certo mancare il tour mondiale sull’onda del successo. Nonostante Rodriguez stia continuando con la sua vita sottotraccia, non disdegna certo le occasioni, ormai copiose, per suonare dal vivo i suoi pezzi. In Italia succederà alla fine di marzo, a Bologna e a Milano. Tutto esaurito, manco a dirlo.

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