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Slash torna in Italia per darci ripetizioni di rock

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Slash è pronto a tornare dal vivo in Italia: dopo un disco di spessore, l’attesa è tutta per il tour. E l’ex Guns N’ Roses non è solo, con lui ci sono un Myles Kennedy e una signora band. Tratto da Onstage Magazine 75 di novembre/dicembre 2014.

Questo non è un Paese per rockettari. Così dicono. Eppure quando arrivano artisti e band che hanno fatto la storia della musica pesante, le masse si mobilitano anche in Italia. World On Fire, nuovo disco di inediti di Slash featuring Myles Kennedy & The Conspirators è entrato al terzo posto della hit parade nazionale. Un bel biglietto da visita per le due date che il gruppo terrà il 16 novembre al PalaAlpitour di Torino e il 17 novembre al Mandela Forum di Firenze. «L’idea era di spaccare tutto», racconta Slash presentando alla stampa l’ultimo album, «volevamo fare un lavoro molto rock che permettesse a chiunque di capire quanto amiamo suonare questa musica, tutta la passione che ci mettiamo nel comporla e l’energia che trasmette a noi stessi e, ovviamente, a chi l’ascolta. Credo che l’obiettivo sia stato centrato in pieno».

Una nuova band per l’ex Guns N’ Roses. Un percorso che, molto probabilmente, nemmeno Slash stesso credeva potesse diventare così elettrizzante e coinvolgente: «Abbiamo suonato insieme per la prima volta nel 2010, all’epoca sapevo a malapena chi erano i miei compagni. Si è creata da subito un’intesa perfetta, mi sono reso conto in breve tempo che Myles Kennedy (voce), Todd Kerns (basso) e Brent Fitz (batteria) erano i migliori musicisti che potessi sperare d’incontrare in quel determinato periodo. Non voglio fare paragoni col passato o con altre band nelle quali ho militato, sono contento e fiero di lavorare con loro adesso. È anche per questo che il disco suona così compatto, è il prodotto della mente di quattro artisti, parlare di progetto solista è oramai qualcosa di obsoleto».

Ed è effettivamente difficile parlare di one man band mentre si analizza l’evoluzione della terza vita di Saul Hudson (vero nome del celebre chitarrista, ndr). Dopo la fama e gli eccessi degli Ottanta e della prima metà dei Novanta coi Gn’R, Slash si reinventa solista con Snakepit e Velvet Revolver, ma è solo recentemente che la tuba più famosa del rock and roll riesce a riconquistare le prime pagine, ritornando a suonare dal vivo nei grandi palazzetti delle maggiori città europee. Il suo stile chitarristico viene attualizzato nell’ultimo lustro da massicce dosi di melodia inserite tra i classici riff portanti dal volume smodato. Il tutto inquadrato in una produzione moderna, che ricorda da vicino le coordinate tipiche degli Alter Bridge, band principale del cantante Myles Kennedy. Se gli ascoltatori più maturi potrebbero non apprezzare del tutto questo percorso, schiere di giovani si sono avvicinati all’oramai leggendario axeman proprio grazie a queste scelte: «Siamo un gruppo a tutti gli effetti, Myles scrive i testi e io mi occupo della musica, oltre a rappresentare la band nelle occasioni promozionali. Ognuno di noi quattro cerca di fare il massimo per ottenere un risultato comune, lavoriamo insieme condividendo la nostra visione per migliorare la qualità della musica, che è l’unica cosa che conta davvero».

Normale quindi che sul palco i Nostri si trovino davvero bene: «Sono un live performer, ogni mia canzone può essere suonata dal vivo. La dimensione live è l’habitat naturale per tutti noi, non vediamo l’ora di rivedere tutti i nostri fan e suonare i nuovi pezzi, oltre ovviamente ai grandi classici». Classici come Welcome To The JungleSweet Child O’ Mine e Paradise City. Tracce che, oltre all’arsenale bellico di World On Fire, garantiscono almeno due ore di spettacolo intenso e coinvolgente.

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