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Sònar 2012 – Barcellona – Live Blog Giorno 1

Sonar Festival 2012 – Barcellona – New Order, Fatboy Slim, The Roots, Lana Del Rey, Flying Lotus, deadmau5, Hot Chip, Squarepusher, Ritchie Hawtin, James Murphy, Die Antwoord, Nicolas Jaar, James Blake, Metronomy

Terza Parte


Fortunatamente ho potuto assistere ai New Order questa sera, nella serata inaugurale del Sònar de Nit, domani suonano in sovrapposizione con i The Roots e avrei fatto tanta fatica a scegliere.

 

Epici, non posso descriverli in nessun altro modo. Eroi con le chitarre e le tastiere, maestri incontrastati di stile, inventori di un sound che ha influenzato la musica degli ultimi vent’anni. Le chitarre elettriche suonate in quel modo, con quel preciso riverbero… gli Interpol, gli Editors, i Killers, i White Lies, i Doves, She Wants Revenge, e potrei continuare questa lista più o meno all’infinito, devono la loro carriera a quel suono.

Ascoltare dal vivo Love will tear us apart suonata da due membri dei Joy Division, è come guardare un monumento, mi sono trovato ad ammirare un’opera d’arte senza tempo. Ora, dopo sette anni, forse è il momento di un nuovo disco. Magari.

La chicca del concerto: la signora non identificata (età intorno ai 55) che curava la fonia dei New Order nel gigantesco hangar del Sònar Club, dietro un’enorme banco mixer, con una maestria e disinvoltura da far spavento. A domani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Seconda Parte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come ho anticipato poc’anzi, il Sònar è anche sperimentazione spinta. Soltanto oggi all’interno del MACBA ho assistito a due prime mondiali assolute.

Masaki Batoh, mente creativa e allucinata dei Ghost, noto gruppo sperimentale giapponese, porta sul palco allestito all’interno della Capella Des Angels (cappella in stile neo gotico adiacente al museo) la sua musica generata dalla lettura di un elettroencefalogramma. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro. Vendono il vinile in tiratura limitata, ma non credo di essere ancora pronto.

Nei sotterranei del museo invece, assisto all’esperimento-marchettona conosciuto come Mostly Robot. Cinque noti musicisti fra cui Jamie Lidell, Dj Shiftee e Jeremy Ellis, messi insieme dallo sponsorone (la Native Instruments), salgono per la prima volta insieme sul palco e fanno caciara. Sarebbe l’equivalente di una super jam-session se non fosse che per ovvi motivi le automazioni, i loop, gli scratch, le sequenze, controllate da cinque persone contemporaneamente non riescono ad andare tutte allo stesso tempo, quasi mai. Nonostante il sorriso di Jamie Lidell fosse quello di chi noncurante della riuscita si stesse beando del grosso assegno appena incassato, il risultato era divertente, di sicuro spettacolare. Andrà meglio la seconda.

 

Flying Lotus era di sicuro il più atteso oggi, non solo da me. Venuto in compagnia di tutta la gang appartenente alla sua etichetta, la Brainfeeder, ha tenuto un set molto distante dalla musica che fa nei dischi. Il live era una sequenza di brevi estratti (30-40 secondi l’uno) in cui l’elemento predominante era una enorme cassa e un basso violento. Su questa base tagliava e cuciva samples di hip-hop americano, con la stessa disinvoltura con la quale ha successivamente mixato I want you back dei Jacksons 5. In conclusione, la decostruzione e ricostruzione di Idioteque dei Radiohead. Non mi aspettavo cotanta onestà intellettuale nell’omaggiare i suoi padrini.

 

Prima Parte

Sono da poco tornato dal Primavera Sound, difficile immaginare un festival così completo e di così alto livello. Eppure c’è dell’altro, nella stessa città e a pochissimi giorni di distanza, un altro di eguale importanza e rilievo che si chiama Sònar. Esiste dal ’94 ed è considerabile la controparte elettronica e danzereccia del Primavera, è l’appuntamento fisso per tutti gli amanti della Club Culture, della sperimentazione e dell’avanguardia spinta.

 

Si svolge in due aree e momenti separati, con il Sònar de Dia (durante il giorno), dal giovedì al sabato al Museo di Arte Contemporanea di Barcellona, proprio al centro della città, e il Sònar de Nit (la notte), in un enorme complesso (ho il sospetto che sia un hangar) sulla Gran Via vicino all’aeroporto internazionale.

 

Di anno in anno tutti i più grandi artisti della musica elettronica contemporanea e molti dei nomi storici si sono alternati sui palchi di questa manifestazione. Quest’anno il programma non è da meno: New Order, Fatboy Slim, The Roots, Lana Del Rey, Flying Lotus, deadmau5, Hot Chip, Squarepusher, Ritchie Hawtin, James Murphy, Die Antwoord, Nicolas Jaar, James Blake, Metronomy, e tanti altri, come al solito il cartellone è impressionante.

Oggi New Order, Flying Lotus, Mostly Robot, Masaki Batoh (dei Ghost) e la sua musica generata da un elettroencefalogramma…

 

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