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Sònar 2012 – Barcellona – Ultima sera

Sonar Festival 2012 – Barcellona – New Order, Fatboy Slim, The Roots, Lana Del Rey, Flying Lotus, deadmau5, Hot Chip, Squarepusher, Ritchie Hawtin, James Murphy, Die Antwoord, Nicolas Jaar, James Blake, Metronomy

Ultima Sera

Quest’anno una mia amica ha lavorato per il Sònar e sabato mattina mi ha riportato un’indiscrezione d’ufficio: per la serata conclusiva dell’edizione 2012 è previsto il sold out. Così è stato. La rassegna stampa finale parla di un affluenza di 98.000 persone, diciottomila in più della capienza del Camp Nou, per farvi un’idea.

Riesco ad arrivare giusto in tempo per l’esibizione dei The Roots. Come la cultura hip hop vuole, ma anche com’è giusto che sia, il concerto non può che iniziare con la lista dei cari estinti, primo su tutti, MCA dei Beastie Boys, a cui va l’applauso del pubblico. Da lì in poi comincia lo spettacolo della “legendary Roots Crew from Philadelphia”, una grande festa, un excursus che abbraccia quasi quarant’anni di storia della black music, dal rap, all’hip hop, al reggae, al soul, al rock, al funk, alla musica latina. Loro si divertono come pazzi, sono sereni come amici che prendono un caffè al baretto sotto casa. Improvvisano dall’inizio alla fine, tanto che ?uestlove (il batterista) per gestire dei cambi così repentini su un palco così grande usa due microfoni: uno per cantare, l’altro come interfono, per parlare alla band nei loro auricolari. Uno spettacolo fatto di sola musica e di persone che la sanno fare. (essendo molto vicino al palco, riesco ad assistere a questa scena: vedo ?uestlove smanettare con il telefono durante una canzone, con una mano teneva il tempo, con l’altra digitava. Penso: starà sicuramente twittando qualcosa! Poco dopo alza il suo smartphone, prende la mira e scatta una foto al pubblico. Avendo intuito, alzo le braccia e saluto. Potete vedere quella foto sul suo twitter, e potreste vedere anche me, se non avesse usato il blur per sfumare il pubblico)

Passare dai The Roots ai Metronomy è come andare dall’equatore al polo. Per fortuna mi sto abituando a vedere tanti concerti diversi uno dopo l’altro e ormai riesco a entrare nel mood giusto in pochissimo tempo. Anche se la loro fama è recente, cresciuta con l’ultimo disco English Riviera, sono ormai in giro da più di un lustro. Mi è sembrato in qualche modo di partecipare come spettatore all’apice della loro carriera. Due tre brani famosi, l’affetto di un pubblico numerosissimo e loro completamente padroni del mezzo. È stato veramente un piacere prendere parte alla loro consacrazione. Hanno restituito ai fan l’amore ricevuto.

Nella sala accanto iniziano i Die Antwoord. Faccio un salto, ma resisto pochi minuti. Fosse solo vacuo quello che fanno, lo trovo addirittura offensivo. Eppure, grande successo, folla in delirio. Fanno un rap su basi che vorrebbero essere aggressive senza riuscirci, e il risultato finale è solo pop, di quello brutto. Il loro movente è il turpiloquio immotivato, nonché la sensualità (?) della cantante Yo-Landi. Il concerto comincia con un campionamento che ripete “Dj Hi-Tech, fuck you in the ass!”. Gran classe. Vado altrove, dove c’è chi fa arte.

Gli Hot Chip sono una band d’altri tempi, sia come aspetto sia come sonorità. Sembrano veramente un gruppo anni ’80 negli anni ’80. Un concerto ben suonato, sostenuto, divertente. Non è il mio tipo di sound preferito, ma è valsa la pena starli ad ascoltare. Per rimanere in tema gruppi odierni che suonano come gruppi del passato, passo dagli Azari & III. Loro però sono anni ’90. Davanti a me ho gli Snap, se non son loro sono una loro reincarnazione. Sarà che con questa musica ci sono cresciuto (e probabilmente anche loro), ma sono una figata.

Il piatto forte è servito alle tre del mattino. La performance di deadmou5 nell’hangar principale, durerà ben due ore. Qui ritrovo lo spirito del Sònar, un’enorme sala da ballo con trentamila persone. Difronte a noi, uno spettacolo di altissimo livello, sotto ogni aspetto. Ottima musica da ballare (techno della miglior fattura) e degli effetti visivi sorprendenti. deadmou5 con la sua maschera gigante a forma di topolino, sulla cui superficie accade di tutto (c’è un enorme schermo a led impiantato sopra), e una scenografia tridimensionale fatta di soli schermi, che creano giochi di luci, prospettive e animazioni che farebbero andare fuori di testa chiunque. È successo a me che avevo ingerito soltanto una redbull, probabilmente la stragrande maggioranza delle persone presenti la ricorderà come un’esperienza mistica.

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