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Il tour dei Coldplay a Torino è il concerto dell'anno

Coldplay chiusura Paralimpiadi Londra 2012Dopo l’ennesimo successo annunciato, quello del quinto capitolo discografico Mylo Xyloto, il gruppo capitanato da Chris Martin torna in Italia per un concerto – sold out da mesi – che è un nuovo capitolo di una storia cominciata nel 1997 e destinata a durare ancora a lungo. Nell’attesa dell’evento, ripercorriamo le tappe che hanno portato i Coldplay sul tetto del mondo.

«Non mi piace la parola rockstar. Anzi, non sopporto proprio le due parole, rock e star, assieme, per me non hanno senso. Nemmeno soft rockstar mi diverte, diciamo che non ho i pantaloni adatti per quel ruolo. Se non sei vestito in un certo modo non puoi farlo». Tra il serio e il faceto, durante una vecchia intervista, Chris Martin discuteva del suo ruolo come uomo immagine di uno dei gruppi di maggior successo mondiale degli ultimi dieci anni, gli unici a rivaleggiare in maniera compiuta con quella macchina fabbrica soldi che si chiama U2, in campo rock. Piaccia o meno al leader dei Coldplay, è innegabile che la sua posizione di popstar (meglio che rockstar?) planetaria sia ormai implicita, pur con un profilo basso e con la consapevolezza di voler privilegiare, come è giusto che sia, la propria arte. È un’anti-immagine di successo quella del quartetto britannico – vedi le celebri giacche che hanno caratterizzato il look per un certo periodo, quello di Viva La Vida per intenderci -, e nonostante tutti i tentativi di passare quasi inosservati i Coldplay restano uno dei gruppi più amati e seguiti del panorama rock e pop. Nella stessa intervista ancora Chris ricordava il successo clamoroso del secondo singolo tratto da Parachute, l’album d’esordio, ovvero il tormentone di Yellow: «Non passa giorno senza che io mi chieda: “Come cazzo è possibile che quel pezzo sia finito in cima alle classifiche di mezzo mondo?”. Non ne ho davvero idea, so solo che mi piace e che continueremo a suonarlo. Molta gente paga il biglietto anche per sentire Yellow e, pure se non ne abbiamo tanta voglia, lo facciamo lo stesso». Facciamo un passo indietro, allora, fino al 1996, e spostiamoci a Londra per seguire gli Starfish, la prima incarnazione della band, quando Yellow ancora nemmeno esisteva nelle intenzioni.

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