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8 volte in cui Bono è riuscito a farsi ascoltare (o quasi) dai Grandi della Terra

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di Umberto Scaramozzino
Foto di Francesco Prandoni

Periodo di grandi celebrazioni per gli U2. Dai vent’anni dalla pubblicazione di Pop al trentennale di The Joshua Tree, senza dimenticarsi il recente quarantesimo anniversario dalla formazione della band. Ma cedendo alla sempiterna tentazione di parlare più del loro leader che della loro musica, proviamo a raccogliere le strette di mano più importanti per la carriera del Bono Vox attivista con i Grandi della Terra.

A parte gli incontri sostanzialmente fini a se stessi, da Vladimir Putin a Michail Gorbaciov passando per Tony Blair (da sempre suo fan numero uno) e la Regina Elisabetta, Bono, al secolo Paul David Hewson, dalla fine degli anni ‘90 a oggi ha anche portato a casa traguardi importanti per le sue crociate. Quelle di cui, secondo molti, una rockstar piena di soldi non dovrebbe occuparsi.

John Hume e David Trimble
Prima di conquistare il mondo si deve cominciare da casa propria. Il 19 maggio 1998 gli U2 suonarono insieme agli Ash alla Waterfront Hall di Belfast, in sostegno del sì al referendum per gli accordi di pace in Irlanda del Nord. L’incontro tra Bono e i due leader avversari John Hume e David Trimble, portò ad una storica stretta di mano, immortalata e diffusa viralmente in tutto il Paese. Impossibile quantificarne il grado di influenza, ma quello che avvenne quella sera sul palco degli U2 viene ricordato come uno degli acceleratori della ratifica dell’accordo di pace chiamato Good Friday Agreement, approvato il 23 maggio 1998.

Gerhard Schroeder
A giugno del 1999 il cantante irlandese si trovava a Colonia, circondato dalla folla di piazza Heinrich Böll, per un faccia a faccia con Gerhard Schroeder. Il contesto era quello del G8 e del Jubilee 2000, la coalizione internazionale per la remissione dei debiti dei Paesi poveri. In diretta televisiva Bono consegnò al cancelliere tedesco un sacco di plastica con più di 17 milioni di firme a favore della cancellazione del debito.

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Papa Giovanni Paolo II
Sempre nell’ottica di ricerca di sostegno per il comitato Jubilee 2000, Bono ottenne udienza presso Papa Giovanni Paolo II. Il pontefice, insieme all’arcivescovo irlandese Diurmuid Martin, si rivelò una delle armi più potenti nella lotta per la cancellazione dei debiti esteri dei Paesi del Terzo mondo. «Ci ha dato molto più appoggio di quello che speravamo». Anche se la questione è molto complessa e sussiste tutt’ora, è innegabile che la sinergia tra il frontman degli U2 e quella del Papa ha contribuito affinchè molti Governi del mondo occidentale prendessero in considerazione la cancellazione del debito e diverse organizzazioni internazionali la inserissero tra i propri obiettivi.

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Bill Clinton
Gli Stati Uniti sono di sicuro il terreno di gioco preferito da Bono. Da qualche parte si deve pur cominciare, quindi perché non il presidente Bill Clinton? Pare che i loro incontri non fossero così rari, ma una volta in particolare Bono descrive di essere andato con il preciso intento di innestare in lui l’idea dietro la campagna Drop The Debt. Cito le sue testuali parole: «Non volevo solo che ne parlasse nel suo discorso, ma anche che rapinasse la Banca Mondiale!». Il primo obiettivo venne raggiunto, mentre il secondo, tra l’ostruzionismo del segretario al Tesoro Robert Rubin e le pressioni di fine mandato, rimase una promessa non mantenuta.

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