Trauma in casa U2, separazione dallo storico manager Paul McGuinness

u2 tour 2014

Gli U2 si separano dallo storico manager Paul McGuinness, proprio quando stanno per tornare sulle scene con un disco e un nuovo tour nel 2014. E spuntano due possibili date.

Tra la marea di indiscrezioni che circolano intorno agli U2, una in particolare segna una svolta epocale per la band, anche se a prima vista non si direbbe. La notizia della separazione dal loro storico manager Paul McGuinness, che sarebbe intenzionato a vendere la sua società Principle Management a Live Nation, magari può sembrare una notizia di routine per il grande pubblico, ma chi conosce bene la band sa che non è così. McGuinness è stato per oltre 35 anni il “quinto elemento della band”, ne ha curato gli interessi economici, e ha molti meriti riguardo ad alcune delle trovate che hanno contribuito a fare grande il gruppo irlandese. A evidenziare l’importanza del manager ci ha pensato Brian Boyd della testata The Irish Times, che ha ripercorso la storia di McGuinness e ha analizzato i risvolti della separazione. Non solo. Quasi casualmente, nel pezzo, vengono fatte anche due date importanti: il nuovo album sarà fuori per marzo, mentre il tour inizierà in giugno.

Con due eventi del genere in arrivo, sarà dura per la band fare a meno del fidato manager che si vocifera sarà sostituito dalla società di Guy Oseary, già all’opera con Madonna. «Potrebbe essere visto come poco educato per un manager pensare di ritirarsi prima che i suoi artisti si separino, si ritirino o muoiano – ha confessato McGuinnes ai microfoni del New York Times – ma gli U2 non hanno mai sottoscritto il codice d’onore del rock’n’roll. Mentre mi avvicino all’età musicalmente rilevante dei 64, ho deciso di farmi da parte nella gestione della band che sta per intraprendere il prossimo ciclo della sua straordinaria carriera».

La band dal canto suo non ha ancora commentato la separazione e, anche se non è mancato chi ha interpretato la cosa come segno di tensione, è plausibile che prima di esprimersi a riguardo aspettino l’ufficializzazione del contratto con Live Nation. Per capire l’importanza di McGuinness per Bono e gli altri basti sapere che Bruce Springsteen è solito rivolgersi in modo affettuoso al suo manager Jon Landau come ad un “Paul McGuinness Americano”. Fu lui a suggerire alla band di dividere sempre equamente tra i quattro i proventi a prescindere da chi ne fosse l’autore perché «si avvantaggia la democrazia nelle decisioni se tutti guadagnano la stessa somma di denaro». Oppure fu lui che, all’apice del successo della band, contrattò con la casa discografica per far mantenere alla band i diritti delle proprie canzoni e che gli fece percepire royalty il doppio superiori rispetto a quelle degli altri gruppi del periodo. Fu sempre lui che, anni dopo, quando i dischi non vendevano più come una volta, consigliò alla band di puntare tutto sui live, e che fece così nascere il 360° Tour.

Gli U2 insomma devono molto a Paul McGuinness che durante tutta la loro carriera gli ha guardato le spalle e soprattutto il portafoglio, perché, come lui stesso disse alla band al loro primo incontro, quando loro non si chiamavano ancora U2 e Bono non era ancora Bono: «È patetico essere bravo a fare quello che fai se non sei bravo a trarne profitto».

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