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Il Bugo desnudo: Vado ma non so live in versione acustica

Bugo Vado ma non so
di Daniele Salomone
Foto di Andrea Barosi

«Io non sono quel genere di artista che si limita a scrivere e poi se ne frega del resto. Mi piace avere una visione, un progetto, e occuparmi di tutti gli aspetti, compresa la comunicazione. E il bello è che tutto questo non mi distrae dalla composizione, anzi mi stimola». Sono le premesse che hanno portato Bugo a pubblicare il suo secondo Ep Arrivano i nostri. A proposito, perché un Ep? «Perché ho in mente un pasto che sarà molto lungo, ma che non prevede una tavola imbandita da subito con tutte le pietanze. L’Ep non è che la prima portata».

Dopo qualche anno passato in India, Cristian Bugatti è tornato a Milano con tante idee e ancora più canzoni. Restando sulla metafora culinaria, avrebbe già tutte le pietanze necessarie per un’abbuffata («ho scritto tantissimo, ho un sacco di brani pronti»), ma ha scelto di servirle con calma, prendendosi il tempo necessario perché le canzoni facciano il proprio lavoro, arrivando al suo pubblico e a chi ancora non lo conosce: «Io scrivo per arrivare al maggior numero di persone possibili. Se qualcuno non apprezza questo approccio… è un problema suo!».

Arrivano i nostri è uscito il 23 ottobre, ma avevamo già ascoltato due canzoni, il tormentone Cosa ne pensi Sergio e l’ultimo singolo Vado ma non so. E proprio quest’ultimo è il pezzo che ci ha fatto sentire la mattina che è passato a trovarci in redazione. Lo abbiamo spogliato di tutti i suoni che ama mettere nelle sue canzoni e lo abbiamo ripreso “nudo”, vestito solo di voce e chitarra. Realmente senza spine. Un brano così intimo meritava una versione del genere. E tornando al cibo, è un ottimo antipasto in attesa dei primi concerti di questo suo nuovo progetto. Buon appetito.

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