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Le migliori esibizioni dell’Eurovision Song Contest 2014

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Non solo trans con la barba o polemiche su Emma. L’Eurovision Song Contest 2014 ha portato alla ribalta anche altre “stelle” (o presunte tali) del firmamento continentale. Non potevamo certo esimerci dal sottoporre all’attenzione popolare quelli che per noi sono le migliori esibizioni del carrozzone andato in onda sabato sera su Rai2.

Polonia – Donatan & Cleo – My Słowianie – We Are Slavic
Lui (Donatan) è un produttore versione magnaccia, lei (Cleo) canta. Intorno a loro tra costumi tipici e balli folkloristici si scatenano due lavandaie modalità pornhub. Il video ufficiale è anche più esplicito. In realtà, dicono dalle loro parti per lo meno, il pezzo è una grande parodia del modo in cui la Polonia e relativi/e abitanti sono visti dalla maggior parte degli stranieri: un paese fermo al Medioevo, in cui le donne devono limitarsi a essere angeliche in cucina e scatenate a letto. La realtà dice invece che la Polonia sta guidando la ripresa economica di tutte le nazioni dell’Est Europa. Il brano spiega pure come le donne polacche siano molto furbe e abili a sfruttare la propria bellezza ben oltre le apparenze. Provate a dar loro torto…

Islanda – Pollapönk – No Prejudice
Definiti in telecronaca da Nicola Savino “I Teletubbies”, gli Islandesi hanno puntato sui colori, anche perchè il playback non ha permesso loro di suonare il pezzo dal vivo (voce esclusa). Una bella scarica di positività, confermata anche dal divertentissimo video ufficiale.

Francia – TWIN TWIN – Moustache
Il pezzo è terribile ma visto il livello complessivo quest’esibizione avrebbe probabilmente meritato un piazzamento ben più alto. Il ballettone sul ritornello se lo saranno studiato per mesi…

Bielorussia – Teo – Cheesecake
O per gli amici ‘er Robin Thicke de noartri’. Se non altro sembra proprio ci creda tantissimo…

Ucraina – Mariya Yaremchuk – Tick-Tock
Chiudiamo la breve rassegna come avevamo iniziato. Ovvero con un’altra figliuola che sfrutta le doti che madre Natura le ha donato per valorizzare un banalissimo e dozzinale pezzo pop. Il sesto posto nella graduatoria finale, dimostra che la scelta di puntare su qualsiasi altra cosa non fosse la musica ha premiato la Yaremchuk ben oltre le aspettative iniziali.

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