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Muse, Adele, Coldplay: il best of di quello che è successo a Glastonbury

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L’edizione 2016 del festival di Glastonbury si preannunciava catastrofica causa condizioni meteo più nefaste del solito – il patron Michael Eavis ha dichiarato di non aver mai visto, in 46 anni di esperienza, così tanto fango come quest’anno. Ma per fortuna ci hanno pensato gli artisti a far dimenticare tutti i disagi derivanti dalla pioggia. Con una lineup con Muse, Adele e Coldplay si vince facile, ma la realtà è andata ben oltre le aspettative, per gli artisti, per gli organizzatori e per il pubblico. Le performance dei tre healiner principali sono state strabilianti e hanno mandato letteralmente in visibilio tutti, fango o non fango, Brexit o non Brexit.

COLDPLAY
L’esibizione di Chris Martin e soci è stata incoronata come una delle migliori (la migliore in assoluto per l’autorevole NME) tra tutte quelle che negli anni si sono viste sul Pyramid Stage. Non appena salito on stage il frontman ha suggellato la particolarità del momento inginocchiandosi e baciando il palco, affidandosi al pubblico per l’ottima riuscita di una performance carica di significato.

La band ha aperto il suo live con il celeberrimo discorso di Charlie Chaplin in Il grande dittatore, ha duettato con Barry Gibb dei Bee Gees sulle note di Staying Alive – fronteggiando tra l’altro un problema tecnico che ha costretto Martin a cantare in assolo Everglow – e ha concluso in bellezza con My Way di Frank Sinatra con Michael Eavis al microfono. Per gli amanti del gossip, segnaliamo tra le fan più agguerrite in prima fila una certa Gwyneth Paltrow.

ADELE
Essere invitata sul palco di Glastonbury non è una cosa che capita tante volte nella vita, anche se sei un cantante di successo. È uno di quei treni su cui bisogna salire quando passano, a costo di gettarcisi sopra in qualche maniera pur di non perderlo. Per acchiappare il suo treno per Glasto, Adele ha messo da parte tutte le ansie da palcoscenico che le tolgono serenità quando si tratta di esibirsi (ma per quel che ha fatto vedere nelle tappe europee sono paure che spariscono in un battibaleno non appena on stage), si è fatta forza e ha accettato. E così ha potuto godersi “il più bel momento della sua vita”.

MUSE
Habitué di Glastonbury – quest’anno si è trattato della loro terza volta al festival – i Muse hanno scelto di emozionare le oltre 75.000 persone con un set con cui hanno ripercorso la loro carriera, successo dopo successo. La tappa inglese è parte del tour con cui stanno girando l’Europa, ma la band ha dovuto rinunciare per questioni logistico-organizzative all’utilizzo dei droni – senza che per questo il loro show perdesse in spettacolarità.

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