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Il Cile live acustico @ Onstage. Ascolta Sapevi di me e Cemento armato

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Il Cile live acustico nella redazione di Onstage presenta il suo nuovo album In Cile Veritas e canta Sapevi di me e Cemento armato. Guarda il video.

Il nuovo album de Il Cile ha un titolo impegnativo. In Cile Veritas sembra solo un gioco di parole, scherza con il noto motto latino legato al vino, ma si prende anche un impegno da rispettare: in questo disco c’è la verità. O meglio una verità. Quella de Il Cile, che mette a nudo la sua anima con canzoni come Sapevi di me, emozionante racconto di una storia d’amore. Abbiamo invitato Lorenzo Cilembrini (questo il vero nome dell’artista toscano) a cantarla, insieme a Cemento armato, in un live acustico nella redazione di Onstage. Ed è stata anche l’occasione per parlare del suo nuovo lavoro.

Come nasce il nuovo album?
Sarebbe troppo facile dire che nasce dalle ceneri del vecchio, ma in parte è vero. Io sono abbastanza prolisso e non smetto mai di scrivere e questo mi costringe a limare molto: avevo molti brani e questo mi ha messo una certa angoscia nel fare un secondo album. Per questo ringrazio Fabrizio Barbacci (noto produttore dei Negrita, ndr), che ha ascoltato i provini e mi ha aiutato a selezionare la rosa dei brani. Il lavoro è stato naturale, non vessato dal pensiero di dover bissare un disco che comunque aveva destato un certo interesse.

Qual è il significato del titolo In Cile Veritas?
Dopo un titolo come Siamo morti a vent’anni, che aveva anche un’intento satirico, avevo pensato di scegliere una cosa molto più semplice, usando magari solo il nome. Poi, una volta ascoltato l’album a mente fredda, mi sono reso conto che c’erano tanti riferimenti al mondo dell’evasione etilica, sia come metafora che come fatto concreto. A quel punto ho pensato: sono toscano, vengo dalla campagna, ho visto la vendemmia, uno dei titoli che più mi hanno colpito da piccolo era Oro, incenso e birra di Zucchero. Così ho scelto In Cile Veritas, perché volevo ci vedevo sia i contenuti di evasione che emergono dall’album sia un omaggio alla mia terra.


Il Cile – Il Cile – Sapevi di me (live unplugged) on MUZU.TV.

Come lavori sulle canzoni come cantautore? Pensi prima al testo o alla musica?
Dipende da ogni brano. Pezzi come Sapevi di me e Cemento armato per esempio li ho composti di getto e sono rimasti come erano nati. Altri invece li scrivo, ci lavoro, li abbandono, scrivo altro, poi li unisco e alla fine nasce un Frankenstein che però funziona. Avendo questo caos di parole e melodie in testa cerco di associare tutto, contando poi sulla supervisione in produzione di una persona in grado di aiutare senza imporre. Il mio obiettivo è comunque mantenere la forma canzone: se guardo a un artista italiano come esempio di capacità compositiva penso a Lucio Dalla.

Cosa significa per te cantare “a freddo” canzoni che hai composto ormai qualche anno fa?
A livello emozionale cantarle oggi è tutto più morbido e controllato. Il mio tipo di scrittura, che è molto autobiografico, fa sì che non mi dimentichi mai dei miei testi perché sono scene della mia vita: certamente due anni fa erano più vivide, mentre ora le vivo magari più da spettatore. Insomma, l’impatto c’è, ma lo so controllare meglio.


Il Cile – Il Cile – Cemento Armato (live acustica) on MUZU.TV.

Chi sono oggi i tuoi giovani colleghi che stimi di più?
Mi piace molto Brunori perché riesce a fare una tipo di canzone veramente credibile. Ascolto tutto quello che compongono lui, Dente, Vasco Brondi ed è di grande qualità, ma a volte mi sembra troppo derivativo. Se penso a un cantautore che sia anche innovatore penso a Jovanotti: ha fatto dieci album e cambiato dieci carriere e quando scrive un nuovo disco ha sempre arrangiamenti incredibili e parole importanti. Il mio obiettivo è quello: riuscire a non proporre canzoni già sentite.

Crediti video: Hi-Low Videographers 

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