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Il figlio di Vivienne Westwood e Malcolm McLaren ha bruciato i cimeli dei Sex Pistols

L’aveva detto e ha mantenuto la promessa. Joe Corré, figlio di Vivienne Westwood e del manager dei Sex Pistols Malcolm McLaren, ha mandato al rogo cimeli storici legati al movimento punk (a cui diedero grande contributo proprio i genitori), con un falò sulle acque del Tamigi a Londra. Quest’anno nella Capitale inglese hanno preso il via le celebrazioni per la nascita del punk – fatta risalire da molti al 26 novembre 1976, giorno in cui i Sex Pistols hanno pubblicato il singolo Anarchy In The UK -, celebrazioni che Corrè ha sempre contestato, interpretandole come il tentativo dell’establishment di asservirne lo spirito.

Aveva preannunciato che in segno di protesta avrebbe dato alle fiamme i memorabilia che facevano parte della collezione di famiglia e così è stato, non si è trattato di una semplice boutade. «Il punk è diventato un fenomeno alla McDonald’s, controllato dallo Stato, dall’establishment e dalle multinazionali», così ha spiegato la decisione, che ha suscitato non poche proteste da parte de fan, visto che sono andati in fumo rarità come registrazioni dei Sex Pistols e abiti del frontman Johnny Rotten – si calcola che il valore degli oggetti fosse di 10 milioni di sterline. Per impedire che qualcuno facesse fallire l’operazione, Corrè non ha reso noto il luogo del misfatto e, alla fine, ha anche disatteso le ipotesi in auge fino alla vigilia: luoghi simbolo come Chelsea, Camden o Brixton.

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