Onstage

Biografia Queen

Insieme a Beatles, Rolling Stones, Led Zeppelin e Pink Floyd, i Queen sono senza ombra di dubbio uno dei gruppi britannici più celebri e collezionati della storia della musica popolare. Nata all’inizio degli anni ’70 sulle ceneri degli Smile, la band capitana dall’estroso Freddie Mercury in pochi anni si scrolla di dosso le iniziali etichette di gruppo hard rock, dando vita ad un irripetibile mix di generi che nessun’altra band riuscirà mai ad eguagliare, seppur in molti ci abbiano provato. Fin dagli esordi, l’animalità di Mercury, unita ad una vocalità fuori da ogni schema, si fonde alla perfezione con le armonie di Brian May, l’anima black del bassista John Deacon e le rullate prettamente rock n roll di Roger Taylor creando ad ogni album qualcosa di unico e ben distinto da quello precedente: nel primo decennio nascono così capolavori come Queen II (1974), A Night At The Opera (1975), News Of The World (1977) e The Game (1980), tutti ricchi di singoli primi in classifica, ma estremamente eterogenei. Lo stesso vale per la seconda parte di carriera, il cui apice viene raggiunto dagli infiniti tour negli stadi (i primi a realizzarne di queste dimensioni), il trionfo del Live Aid e una manciata di album, su tutti The Works e A Kind Of Magic, capaci di vendere oltre dieci milioni di copie. Il canto del cigno, prima della scomparsa di Mercury, resta Innuendo (1991), in cui il gruppo pare creare una summa dell’intera carriera. Nonostante un album postumo, un musical di straordinario successo e qualche iniziativa di May e Taylor, l’avventura della Regina termina qui.

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