Onstage
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I dolori del vecchio, leggendario, Ozzy

Il nuovo album di Ozzy Osbourne non farà la differenza nel mondo hard & heavy contemporaneo. Quel che è però certo è che sarà l’ultimo. Come sarà l’ultimo il tour che dovrebbe vederlo in Italia a Bologna il prossimo 19 novembre 2020, dopo infiniti rinvii causati dalle precarie condizioni di salute del frontman.

Che Ozzy non stia bene da tempo è abbastanza chiaro anche a chi lo ha conosciuto solo dopo Take What You Want, il recente featuring con Post Malone. Mossa commerciale anche per certificare il ritorno sul palco (benché in playback) del Madman a Los Angeles, ma anche un incontro forzato tra mondi e generi lontanissimi. Per quanto sia incontestabile la venerazione che spesso le nuove stelle del rap e della trap internazionale dimostrano verso le icone del rock, per i fan di Malone la musica di uno come Ozzy non è nemmeno concepibile, visto che le tracce che divorano su Spotify quotidianamente non sono certo state registrate in uno studio e suonate da una band con tanto di chitarra, basso e batteria.

Impietoso quindi il confronto con il recente Ordinary Man, pezzo che darà il titolo al nuovo album e che vede insieme a Ozzy nientemeno che Elton John e Slash. Una ballad sofferta, in cui Osbourne si sfoga in una canzone che sa tanto di testamento artistico e umano.

Nel ritornello Ozzy dice “La verità è che non voglio morire come un uomo qualsiasi”, per poi confessare ai propri fan (facendolo cantare all’incredibile Sir Elton): “Molte volte ho perso il controllo, hanno provato a uccidere il mio rock’n’roll. Ricordatevi che io sono ancora qui per voi, non voglio dire addio ma quando lo farò andrà bene perchè dopo tutto ho fatto tutto questo per voi”. Il solo di Slash impreziosisce un brano che sarà inevitabilmente già da oggi incluso nelle playlist (sì, sempre di Spotify) di fine 2020 di molti appassionati.

Osbourne ha segnato un’epoca, si è imposto come icona del metal con i Black Sabbath nei Settanta e quindi negli Ottanta come solista. Ha vissuto la propria esistenza sempre al limite delle proprie capacità fisiche, cadendo molte volte e riuscendo in qualche modo a rialzarsi sempre. Ordinary Man è un colpo al cuore a chi lo ha visto live e lo ha vissuto in gioventù. Ma anche per chi ama la musica suonata per davvero e pensa che, dopo tutto, “loro” lo facciano davvero per noi.

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