Onstage

Il Drive-In Live non piace alla nostra community (ma da qualche parte si dovrà pur ricominciare?)

Abbiamo chiesto alla nostra community su Instagram come valutasse la possibilità di assistere a un concerto secondo le modalità classiche del drive-in cinematografico di una volta. Il risultato (come potete vedere dagli oltre 300 commenti raccolti in poche ore) non ha lasciato spazio a molti dubbi: un plebiscito di “no” e di opinioni che sottolineavano come la fisicità che si vive partecipando a un concerto, quel senso di unione e di condivisione di emozioni che si provano quando siamo tutti insieme sotto a un palco, non siano affatto opzioni accessorie nella scelta di partecipare o meno a un live impostato in questo modo.

Ammetto di essere anche io molto scettico relativamente alla proposta drive-in per i live. Tuttavia, tralasciando questioni legate al capitolo “produzione” di un concerto (palco, allestimenti, scenografie e tutto quanto permette agli artisti di esibirsi su stage imponenti) e alla sostenibilità dei costi in uno scenario molto diverso da quello che si mette insieme in uno stadio riunendo (e vendendo biglietti a) 50mila persone, così come la viabilità, l’impatto ambientale di un’iniziativa simile e molti altri punti interrogativi, credo sia necessario parlarci chiaro: da qualche parte sarà pur necessario ricominciare. O per lo meno provare a farlo.
Il Drive-In Live, iniziativa di Zoo Srl promossa insieme a Utopia, Italstage e 3D Unfold, potrà anche avere mille difetti ma è se non altro una proposta che permetterebbe una piccolissima ripartenza.

Anche i concerti a pagamento in streaming avevano scatenato diverse polemiche, anche tra gli artisti stessi.
Tuttavia nel giro di pochissimo sono diventati l’unica possibilità percorribile per molti: non è casuale il fatto che Facebook a breve abiliterà la possibilità di effettuare live streaming a pagamento, cosa che già attuano Bandsintown piuttosto che Dice TV. Di più: il Concerto del Primo Maggio metterà insieme contributi video girati in location deserte ma riprese dalle telecamere (al Fabrique di Milano per esempio gireranno Le Vibrazioni).

Da qualche parte è necessario ricominciare. Quindi ben vengano le proposte criticabili, iniziative insolite, dirette, gli appelli degli artisti per aiutare un settore in crisi nera che difficilmente vedrà cambiare le prospettive in assenza di una cura efficace contro il virus che permetta in qualche modo e gradualmente di tornare a riempire i palazzetti come una volta. Anche perché, se ci fermiamo del tutto adesso senza nemmeno rischiare qualcosa, di certo di non ripartiremo nemmeno quando il virus non ci sarà più.

Jacopo Casati

Foto di Giacomo Trivellini - Zoo Srl

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