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Del perché il nome di un festival non ne determina la line-up

Succede questo. Firenze Rocks annuncia i primi headliner dell’edizione 2019. Sono i Cure, una delle band più importanti del post-punk e della new wave, nonché e icone globali del gothic rock. Scoppia il finimondo sui social network (cliccate e leggete i commenti). Di fianco a chi esulta per la conferma, si perdono alla vista i messaggi di gente incazzata, indignata e, quando va bene, delusa dal fatto che l’annuncio non sia relativo a un gruppo prettamente hard rock.

Ha ancora senso, a 2018 inoltrato, identificare la line-up di una manifestazione in base al nome che porta? Quest’anno in particolare è successo più volte. Ricordo bene il delirio che si scatenò nei commenti sotto una nostra recensione del concerto di Coez (visto da oltre 30mila persone) al Rock in Roma. O ancora la rabbia dei rockettari all’annuncio della line-up di Milano Rocks che vedeva headliner, tra gli altri, gli Imagine Dragons.

Imbarchiamoci in un’impresa impossibile. Ovvero di spiegare a chi non accetta alcun tipo di ragionamento sensato, il motivo per il quale sia oramai del tutto fuori luogo sempre e solo aspettarsi i Metallica in line-up a ogni festival o rassegna che si chiama “qualcosa Rocks”, o perché può benissimo capitare di trovarsi Black Eyed Peas e Pearl Jam all’interno di uno stesso cartellone (cosa successa davvero all’Heineken Jammin’ Festival del 2010 tra l’altro).

Il termine “Rock” e il successo di una kermesse
La parola “Rock” e la relativa iconografia che le ruota intorno è da sempre la più affascinante, utilizzata e saccheggiata dai soggetti più disparati. Il contrasto tra chi lo ritiene come qualcosa di sacro o addirittura un puro stile di vita, e chi lo considera come nient’altro che una moda duratura da saccheggiare e veicolo per orientare masse prive di una vera cultura musicale a 360 gradi, è da sempre vivo e indiscutibile.
Nel 2018, piaccia o meno, è completamente fuori luogo credere che la presenza di questo termine, se associato a una manifestazione, ne garantisca al proprio interno band e artisti che da sempre suonano hard & heavy. Anzi, i casi recenti (e le 60.000 persone presenti al concerto degli Imagine Dragons) dimostrano che spesso è il contrario. Ovvero che il termine “Rock” identifichi in questo caso un evento che spacca, figo, coinvolgente e seguito da decine di migliaia di persone.

Le line-up e i calendari delle band
Un altro fattore mai considerato in fase di discussione post annunci, è quello relativo al fatto che ogni band abbia una determinata schedule di eventi. Qualsiasi promoter al mondo sarebbe ben felice di avere sempre al proprio evento Foo Fighters, Muse e Metallica. Ma questo semplicemente non è possibile. Sia per i costi connessi ai cachet dei singoli artisti, sia per il fatto che in uno stesso periodo ci sono decine e decine di festival in contemporanea in tutta Europa. In questo caso per esempio, nel weekend di Firenze Rocks 2019 si svolge anche il Download Festival (a Donington, in UK) e la disponibilità di determinati nomi sarà ovviamente minore rispetto a quest’anno.
Per questo se vi trovate Justin Bieber in cartellone il giorno dopo dei Linkin Park (accaduto nel 2017 a I-Days) non c’è molto di cui scandalizzarsi. Evidentemente quei due giorni erano gli unici in cui quegli artisti potevano transitare in Italia all’interno di una route continentale definita da mesi.

Il ritrovato ruolo dell’Italia nella stagione open air
I Guns N’ Roses salgono sul palco e suonano insieme ai Foo Fighters a Firenze. Eminem raduna 80mila persone all’Area Expo. Gli Imagine Dragons si esibiscono davanti a 60mila persone nel loro concerto più grande di sempre. Eddie Vedder (chitarra e voce) suona di fronte a oltre 50mila spettatori. I Linkin Park sfondano quota 80mila presenze a I-Days 2017. Home Festival raddoppia gli eventi e dal 2019 si svolgerà a giugno e luglio. Rock The Castle riporta gli A Perfect Circle in Italia dopo anni, gli Stones e Waters stregano Lucca (l’ex Pink Floyd anche il Circo Massimo) e Beyoncé, così come Post Malone, non saltano l’Italia nelle loro leg estive.
Se ancora non fosse chiaro, l’Italia negli ultimi due anni è riuscita in un’impresa che solo un lustro fa sembrava impossibile: riposizionarsi sulla mappa continentale delle nazioni importanti, quelle in cui gli artisti per primi vogliono esibirsi, all’interno di eventi che hanno finalmente trovato location e strutture adatte a ospitarli.
Aspettatevi di conseguenza che le line-up di festival e rassegne siano sempre più eterogenee e varie, esattamente come accade ai ben più blasonati eventi europei come Sziget, T in the Park o Rock Am Ring. E soprattutto divertitevi.

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